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PRESENTAZIONE PUNK ROAD IN CINA + DOCUMENTARIO


Saturday, January 28, 2012

 

 

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COMPAGNI, CITTADINI, FRATELLI, PARTIGIANI DEPONETE LA VANGA E SOSTENETE QUESTO LIBRO!

 

A breve (lunedi al massimo) insieme al regista del documentario usciremo con delle nuove date, che ad oggi necessitano ancora di conferma!

 

30 GENNAIO MANFREDONIA  (PALAZZO CELESTINI)

Presentano Paolo Cascavilla, Apollonia Rinaldi ed Andrea Pacilli”

Ore 19

 

2 FEBBRAIO ROMA

Presenta Serena Zuccheri (Autrice del libro “Punk in Cina”)

Facoltà di Studi Orientali, La Sapienza, Aula A

Via Principe Amedeo,134

Ore 14

 

2 FEBBRAIO ROMA

Presenta Paolo Do (Autore del libro “il tallone del Drago”)

Ex Cinema Palazzo-Sala Vittorio Arrigoni -San Lorenzo - Piazza dei Sanniti

Ore 19

Con proiezione del documentario “Smegma Riot: la punk band degli Stalloni Italiani”

Di Nicolo’ Ottimofiore

 

3 FEBBRAIO PERUGIA

Presenta Floriana Lenti

Teatro Morlacchi

Ore 17

 

5 (domenica) FEBBRAIO MODENA

FUSORARI Cibi &Viaggi
P.le Torti 5 - Modena
Tel. 059.4270436
www.fusorari.it

Ore 19

Con proiezione del documentario “Smegma Riot: la punk band degli Stalloni Italiani”

di Nicolo’ Ottimofiore

 

8 FEBBRAIO BOLOGNA

www.modoinfoshop.com/

MODO infoshop Interno 4 Bologna Via Mascarella 24/b 40126 Bologna

ORE 18,30

 

9 FEBBRAIO BOLOGNA

XM24 Via Fioravanti 24

Presenta Federico Taddia (scrittore e giornalista)

Ore 19

Con proiezione del documentario “Smegma Riot: la punk band degli Stalloni Italiani”

di Nicolo’ Ottimofiore

 

10 FEBBRAIO VENEZIA

LAB MORION Salizada san francesco della Vigna

ORE 19

Con proiezione del documentario “Smegma Riot: la punk band degli Stalloni Italiani”

Di Nicolo’ Ottimofiore

 

11 FEBBRAIO ROVIGO (Ostello)

http://www.canalbianco.it/it/ostello-canalbianco/dove-siamo

ORE 19

Con proiezione del documentario “Smegma Riot: la punk band degli Stalloni Italiani”

Di Nicolo’ Ottimofiore

 

14 FEBBRAIO PESARO  (Non lo so)

ORE 19

Con proiezione del documentario “Smegma Riot: la punk band degli Stalloni Italiani”

Di Nicolo’ Ottimofiore

 

17 FEBBRAIO FOGGIA (Libreria Ubik)

Presenta Paolo Cascavilla

ORE 18,30

12 Gennaio 2012


Friday, January 13, 2012

Ieri 12 gennaio 2012 e’ uscito il mio libro:

PUNK ROAD IN CINA

punkroad.jpgE’ inutile che vi scapicolliate in libreria per andarlo a prendere prima che esaurisca.

E’ inutile che corriate giu’ per le scale sperando di tornare a casa con il prezioso manufatto da leggere!

L’UNICA COSA CHE POTETE FARE E’ ANDARE IN LIBRERI, ORDINARLO, ATTENDERE 2-3 GIORNI E POI PAGARLO E LEGGERLO.

E’ inutile aspettare che io passi per la vostra citta’, sperando di averlo autografato (cosa cazzo ve ne fate del mio autografo, visto che ci conosciamo da una vita e non me lo avete mai chiesto?)

E’ inutile sperare di comprarlo da me, per pagarlo di meno. Al massimo ve lo faccio pagare in piu’.

E’ inutile aspettare che ve lo regali io o qualcuno della mia famiglia. Natale e’ passato ed io non faccio regali. A nessuno!

E’ inutile aspettare che ve lo regalino membri degli Smegma Riot. Gli Smegma Riot non sono amichevoli ed hanno anche la rabbia.

E’ inutile pensare di non comprarlo. Se non lo farete la maledizione di Steve Jobs si abbattera’ su di voi. Non sapete cos’e’ la maledizione di Steve Jobs? Chiedeteglielo! Ma e’ morto! Vedo che state cominciando a capire…

Al massimo, se non volete alzare il culo dalla poltrona, potete ordinarlo tramite Amazon oppure IBS che con lo sconto e’ quanto di meglio si possa avere.

Percio’ recatevi dove cazzo volete, soli o in compagnia, in gruppi sparuti o in mandrie impazzite, ma compratelo e poi, se avete voglia, fatemi anche sapere cosa ne pensate del libro.

Chiaramente i commenti negativi verrano automaticamente cestinati!

Qui di sotto un paio di capitoli che potete leggere in anteprima

Buon Natale!

Anteprima Punk Road in Cina


Wednesday, January 4, 2012

ANTEPRIMA

 

Capitolo Due, Punk Road in Cina:

 

L’INIZIO DELLA FINE

 

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La prima volta che parlammo di questa cosa eravamo a Napoli, in un appartamento vicino piazza Mazzini. Non ricordo più nemmeno il nome della via, ma non è importante.

“Sai che potremmo fare?”, dissi rivolto a Eddy, mio coinquilino, amico e compagno dei corsi di cinese, “quando andiamo in Cina, potremmo metterci a cantare le canzoni dei CCCP e diventare famosi. Tanto là nessuno li ha mai sentiti. Diciamo che le canzoni sono le nostre e facciamo una barcata di soldi”.

Annuì. L’articolo sui giovani cinesi che ascoltavano punk lo avevamo letto assieme. Raggiante, ne fu convinto in un attimo. Mi guardava come se fossi stato un genio, ma in realtà avevo detto l’ennesima cazzata. Sorseggiò una birra o aspirò del fumo da una sigaretta. Non lo ricordo poiché tutto questo, fino a oggi, non era stato così importante da essere messo per iscritto.

Tirava vento la sera che decidemmo di dare un seguito a quella discussione. Erano passati diversi anni. Ne avevamo ben venticinque, quando, parlando con John Shady, che ne aveva 10 più di me, decidemmo che era il momento di provarci. Parlai con John e lanciai un urlo a Eddy, seduto poco distante a parlare con una ragazza. Una ragazza, inutile ricordarlo, piuttosto brutta. Ma, come si sa, l’alcol riesce a farti trovare divertente anche la sciagura più atroce, e spesso si beve per dimenticare di stare a parlare con un cesso.

“Lunedi andiamo a fare le prove!” gli urlai mentre John si sfregava le mani.

“Le prove di che?” mi chiese lui.

“Le prove con la band!”

Non dissi altro, e lui si immerse nelle sue ricotte[1]. Kill the poor, I wanna be sedated, Surfing Bird e Spara Yuri sarebbero state il nostro battesimo del fuoco su un palco. In pochi secondi ingaggiammo Sandro al basso, e John si diede da fare per trovare un batterista. Lasciai John e andai a parlare con un cesso qualsiasi anche io. Il lunedi pomeriggio alle cinque mi ero già dimenticato dell’appuntamento. Fu una telefonata di John a farmi staccare le chiappe dal divano. Io ancora non ci credevo! Qualcuno aveva preso sul serio l’assurda proposta che avevo fatto!

Erano nati gli Spermatozeus. Suonammo con tanta gente: Sam, Chris, Matti. Ma il gruppo base con il quale io e Eddy avevamo suonato ci stava per lasciare. Mihao, virtuoso batterista svedese, tornava in Svezia per sposarsi con l’adorata Elizabeth. Sandro tornava in Italia per un paio di mesi, ma aveva già deciso che avrebbe fatto qualcosa di più consono alle sue qualità di musicista. John Shady, l’uomo che aveva scritto musica e testi per canzoni memorabili, senza alcuna spiegazione, ci lasciò per andare a vivere a Chiangmai, in Tailandia.

Io e Eddy avevamo voglia di continuare, e quindi dovevamo trovare qualcuno disposto a perdere tempo con noi. Non fu difficile: a Kunming, dove vivevamo, passano un’infinità di sfaccendati, e qualcuno che sapesse mettere insieme tre sconclusionati accordi punk lo avremmo trovato di certo.

Il Maestro Pippo Papozzi, con la sua testa piena di dread, passò davanti al box insieme a Ciccio Fiabeschi in una calda serata settembrina, mentre io mi preparavo a diventare 26enne. In ritardo per il punk, e ancor più in ritardo per l’autodistruzione che il punk andava predicando. Noi volevamo vivere a lungo e scopare all’infinito. Il maestro Papozzi accettò di buon grado di far parte del gruppo.

Lui suonava bossa nova e jazz. Uno serio. Dovevamo cambiare nome, non eravamo più gli Spermatozeus, eravamo un’entità diversa. La parte ritmica era cambiata totalmente. Adesso eravamo io, Eddy, il Maestro Pippo Papozzi alla chitarra, Xiaodu, giovane studente del conservatorio di Kunming, al basso, e Wanghui, del quale non ho mai saputo cosa facesse per mantenersi, alla batteria. Wanghui era il più veloce con il suo strumento, ma anche il peggiore, incapace di sostenere qualsiasi tipo di ritmo. Erano nati gli Smegma Riot. Gli ultimi due componenti li raccattammo in momenti di bisogno, ma mai il bisogno si dimostrò più efficace per formare il supercombo che adesso è con noi anima e corpo.

Xiaodu ci disse che doveva lasciare la band per motivi di studio, o forse perché non abbastanza punk. Carletto arrivò in città in marzo. Si vedeva subito che aveva la stoffa degli altri stalloni italiani. Suonare con lui era come suonare con la cintura di sicurezza e l’airbag laterale: infondeva certezza. Anche Wanghui ci lasciò. Demon Jon spaesato, si unì a noi appena giunto a Kunming. Gli demmo l’opportunità di fare l’imbecille insieme a noi. Accettò di buon grado. Timido, cercò di diventare italiano al cento per cento.

Ecco, come i supereroi, queste sono le nostre origini segrete. Nessun Buddha radioattivo ci ha morso. Nessun esperimento sfuggito al controllo del partito comunista cinese.



 

[1] Questo temine indica uno status… lo status dell’approccio. Significa “provarci” più o meno barbaramente con un essere dell’altro sesso!

Beijing


Tuesday, December 27, 2011

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M’ero abituato bene. Canton sara’ anche un posto del cazzo. Con un clima del cazzo. Con una lingua del cazzo. Un traffico del cazzo. Pero’ fa caldo.

A dicembre la temperatura scendeva placida e diventava sopportabile permettendo, alle volte, di fermarsi a chiacchierare all’esterno dei locali o di passeggiare a piedi senza ritrovarsi a nuotare nel sudore della propria maglietta.

Trasferito, per cause di forza maggiore a Beijing, ho notato il cambio di clima.

Pechino e’ la capitale. La sede delle rappresentanze diplomatiche in Cina. Il luogo dove la cultura occidentale e quella cinese si incontrano e si scontrano. La citta’ dove si respirano i 5mila anni di civilta’ cinese. Pechino e’ anche il posto dove c’e’ un clima del cazzo.

Dove si mangia male e si caca peggio. E fa freddo!

Freddo, freddo, freddo.

Ed e’ qua che mi hanno trasferito. Non mi lascero’ intimidire dal freddo.

Andro’ in letargo. Il freddo non vincera’.

Non lo lascero’ vincere, ma sconfiggermi.

Il re si spoglia!


Wednesday, December 14, 2011

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Shenzhen PRC 13/09/2011 Assemblea della camera di commercio europea di Shenzhen

“Buonasera a tutti, io sono un dipendente e non ho nessuna azienda. Intervengo solo perche’stasera ho ascoltato delle cose terribili. Io sono europeo e voi state parlando di cose che ogni buon europeo dovrebbe avere la compiacenza di ricordare e ricordarsi.

Le lotte fatte hanno portato a dei diritti inalienabili che adesso in Cina volete bloccare.

Punto primo: Parlate del salario minimo. Il salario minimo dei dipendenti cinesi e’ stato aumentato.

Mamma Mia!

Parliamo di quant’e’ questo salario minimo. 800rmb (pari a 90 euro- nella zona del GuangDong). Voi siete preoccupati: il salario minimo che adesso dovete versare, sara’ raddoppiato entro il 2015.  Mi sembra ridicolo lamentarsi per dei costi che sono irrisori…

Punto secondo: Parlate tanto di economia verde e di nuove fonti di energia che sosterranno lo sviluppo e gli investimenti in Cina. Ma se le aziende europee ed americane spesso e volentieri inquinano come, quanto e piu’ delle industrie locali, a che serve investire nella green economy?

Sversano nei fiumi e nella terra componenti chimiche che in tutta Europa e negli Stati Uniti sono state messe al bando.

Punto terzo:  Vi lamentate che pagate piu’ tasse dei vostri concorrenti cinesi, ma alla fine pagate meno tasse rispetto ai vostri paesi d’origine, ed e’ per questo che avete delocalizzato. Vi lamentate per un 2% in piu’… ma con la crisi e i terremoti finanziari vi sembra il caso di fare tutto questo caos?”

Silenzio e sgomento nella sala. Il presidente, a capo della riunione, arrossisce imbarazzato e si schiarisce la voce. Che qualcuno volesse spogliare il re, si sapeva, che fosse uno della sua corte, non era immaginabile.

PUNK ROAD IN CINA (II)


Friday, December 9, 2011

 A FEBBRAIO SOLO NELLE MIGLIORI LIBRERIE!

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2004, anno della Scimmia secondo il calendario lunare cinese, il sinologo L, appena laureato presso l’Istituto Orientale di Napoli, imbevuto di classici della letteratura e della filosofia cinese si trasferisce nel Paese di Mezzo, più confuso che persuaso, alla ricerca del successo!

Queste le balzane premesse che preludono ad una rocambolesca avventura dove l’amicizia e la voglia di vivere rappresentano il leit-motiv dell’intero racconto.

Punk Road in Cina e’ un “fantastico” libro, diario di bordo, testimonianza di vita nel paese del socialismo reale e riflessione sui vari aspetti della natura umana ed inumana.

Confucio, il maestro, disse: Per natura gli uomini sono tutti uguali, col tempo diventano molto diversi l’uno dall’altro.

Gli Smegma Riot, che sembrano un gruppo rock come tanti altri, rivelano durante il corso degli eventi narrati la loro vera natura di Homo Ludens, macchine da avanspettacolo panico, tragicomiche figure che viaggiano in una Cina che non li “caca” di striscio. Ai margini della comunità economica nazionale ed internazionale i nostri eroi, protagonisti sgangherati del nuovo “sogno cinese” durante il loro percorso scoprono il vero significato della vita..ma non fanno in tempo a memorizzarlo…

A FEBBRAIO SOLO NELLE MIGLIORI LIBRERIE

FIRE FIGHTERS!


Wednesday, November 23, 2011

LIVE IN ZHUHAI!


Sunday, November 13, 2011

AsiaItaliana


Sunday, October 23, 2011

E’ uscito questo:

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Una raccolta di racconti.

Anzi! Un gruppo di italiani che racconta l’Asia.

Giappone, Mongolia, Cina, India, Bangladesh… e ancora Cina e India, Nepal e Birmania, salendo poi nello sperduto Bashkortostan (chi lo ha mai sentito prima?), e un lungo respiro in transiberiana per tornare alla fine depressurizzati nella Vecchia Europa; la testa colma di istantanee colorate e in bianco e nero di un’umanità assortita, odori e profumi della strada nelle narici, forti sensazioni impresse nella mente.

Racconti, resoconti, storie e aneddoti vissuti in prima persona da nostri connazionali spintisi per lavoro o altri motivi nelle zone più’ remote dell’Asia, che raccolti insieme creano atmosfere tra il sogno e il reale, toccando quella parte di deja vu che alberga sempre in noi anche se non ci siamo mai mossi di casa, che ci fa sentire meno isolati e più cittadini del mondo, per un istante almeno.

Uno dei racconti e’ mio.

Cronache di un viaggiatore nel paese del socialismo reale.

Prima o poi dovro’ scriverci una recensione.

Buona lettura.

Io e la censura


Tuesday, October 18, 2011

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(Guangzhou 07-09-2011)

“Devo mandare i testi delle canzoni tradotte…”

“Ah!”

“Quindi mi sa che non andiamo a fare il concerto…”

“Ma no dai, inventiamoci una cosa… Una cosa diversa…”

“Del tipo?”

“E che ne so… fai cosi’ quando traduci i testi in cinese ogni volta che c’e’ una volgarita’, scrivici ti amo… ed il gioco e’ fatto…”

“Vabbe’ ma cosi’ allora i testi diventano una sequela di ti amo… scriviamo solo ti amo e basta…”

“Vabbe’, ma mica devi autocensurare tutto…”

“E allora?”

“E allora fai cosi’, traduci tutto normale e quando c’e’ la volgarita’ scrivi che andiamo a vedere il sole che tramonta sperando che faccia sorgere il nostro amore…”

“Ma messa cosi’ non risolviamo niente…”

“Perche’?”

“Perche’ poi dobbiamo cambiare la canzone….”

“Ma no, tanto quando cantiamo nessuno capisce un cazzo!”

“E se quelli della censura cinese se ne accorgono?”

“Fanno quello che faranno se non gli mandiamo i testi… non ci faranno suonare…”

“Vabbe’, allora che devo scrivere?”

“Scrivi che la luce rossastra del tramonto servira’ a portare ristoro al corpo e fara’ sorgere il nostro amore…”

“Ma ti assumi tu la responsabilita’ di questa stronzata?”

“Massi’ tanto che ce frega! L’importante e’ passare il visto censura. Oh e un’altra cosa…”

“Che cosa?”

“Poi ’ste traduzioni conservale…”

“Perche’?”

“Se dobbiamo andare ad un altro festival le continuiamo ad usare…”

Punk Road in Cina!


Friday, October 7, 2011

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2004, anno della Scimmia secondo il calendario lunare cinese, il sinologo L, appena laureato presso l’Istituto Orientale di Napoli, imbevuto di classici della letteratura e della filosofia cinese si trasferisce nel Paese di Mezzo più confuso che persuaso alla ricerca del successo!

Queste le balzane premesse che preludono ad una rocambolesca avventura dove l’amicizia e la voglia di vivere rappresentano il leit-motiv dell’intero racconto.

Punk Road in China e’ un “fantastico” libro, diario di bordo, testimonianza di vita nel paese del socialismo reale e riflessione sui vari aspetti della natura umana ed inumana.

Confucio, il maestro, disse: Per natura gli uomini sono tutti uguali, col tempo diventano molto diversi l’uno dall’altro

Gli Smegma Riot, che sembrano un gruppo rock come tanti altri, rivelano durante il corso degli eventi narrati la loro vera natura di Homini Ludens, macchine da avanspettacolo panico, tragicomiche figure che viaggiano in una Cina che non li “caca” di striscio. Ai margini della comunità economica nazionale ed internazionale i nostri eroi , protagonisti sgangherati del nuovo “sogno cinese” durante il loro percorso scoprono il vero significato della vita… ma non fanno in tempo a memorizzarlo!!!!

Punk Road in Cina!


Friday, October 7, 2011

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Lucio Cascavilla

Punk road in Cina

Robin Edizioni

Da Febbraio in tutte le librerie!