La campagna elettoralesi è avviata con grande spreco e ostentazione di mezzi.
Come altre volte le liste si sono riempite di nomi cooptati dall’alto, di persone senza alcun passato militante, accasate nell’uno o nell’altro schieramento a seconda del momento, che si buttano in politica improvvisando o cambiando collocazione ad ogni stagione.
I candidati si affidano ai loro volti, a poche parole, semplici e ad effetto che scrivono sui loro manifesti,senza cheabbiano maturatomeritio manifestatointeresse e impegno per la città.
All’inizio degli anni novanta, in Cina, gli studi cinematografici riuscivano a realizzare solo una parte irrisoria dei film programmati e sia il personale che i macchinari venivano scarsamente utilizzati.
A parte i casi di registi che grazie al sostegno di finanziatori di Hong Kong e Taiwan, potevano realizzare grandi produzioni, solo un esiguo numero di fortunati era in grado di girare film. In genere si trattava di pellicole a basso costo e dai contenuti edulcorati, poichè le restrizioni economiche ed il rigido controllo operato dagli organi di censura influenzavano in maniera decisiva le varie tappe della realizzazione all’interno del sistema produttivo statale.
Forse qualcuno ricorderà la triste storia di Cosimo Mele. Deputato dell’UDC che qualche anno fa venne travolto da uno scandalo a suon di prostitute… pardon escort e cocaina.
L’eroico deputato, dopo aver cercato di difendersi ed aver ottenuto dal segretario dell’UDC, Lorenzo Cesa, la solidarietà umana e istituzionale (oltre alla proposta “di istituire una specie di indennità parlamentare contro le tentazioni in modo che i parlamentari, spesso lontano dalla famiglia per motivi di lavoro, possano ottenere un contributo finanziario ulteriore, per fronteggiare i costi del trasferimento a Roma dell’intera famiglia- fonte wikipedia) è pronto a ricandidarsi in Puglia.
A sostegno della Poli Bortone.
Non facciamogli mancare il nostro appoggio morale ed il nostro voto ovviamente. Perchè prima delle puttane e della cocaina viene la famiglia. Magari un po’ allargata.
Il bar delle rose aveva qualche avventore. Poche decine di persone. Tutte interessate alla partita Napoli-Inter.
La partita era finita da pochissimo. Il proprietario, Mino, noto juventino, dopo aver tirato i piedi alla capolista per lungo tempo, cercava disperatamente la domenica sportiva. Read the rest of this entry »
Sono lieto di linkare un’altro interessante articolo che ho tradotto per l’ormai prestigiosa ( e che dico prestigiosa, prestidigitalitosa bensì!) rivista on line Cafebabel.
se ravanate un pò nel sito troverete molti spunti interessanti… ma vi lascio alla lettura dell’articolo.
Scriviamo perchè crediamo nel potere della parola, nella sua suadente capacità trasformatrice; sappiamo che la letteratura è la più efficace forma di distruzione di neuroni avariati, simili a una grande navicella aliena in orbita nei nostri cervelli; sappiamo che nessuno può rimanere la stessa persona dopo aver letto il Diario di Anna Frank e che un uomo di quarant’anni non può essere razzista se da adolescente è stato un fanatico di Sandokan e di Salgari.
Sappiamo che laddove Lenin falliva, Robin Hood era sempre invincibile; Sappiamo che si rimorchia molto più facilemente con le poesie di Neruda e che il conte di Montecristo è la personificazione del sacrosanto diritto alla vendetta…
Paco Ignacio Taibo II (traduzione di Simona Geroldi e Silvia Sichel)
Come al solito mi innamoravo sempre. Di qualsiasi donna avessi mai incontrato nella mia vita. Anche quelle con cui trascorrevo un paio d’ore. Anche della più stupida. Mi capitava. E mi capita ancora. Cosa ci posso fare? Niente. Ma nel momento dell’amplesso, mi piace mormorare quelle semplici parole. Quelle due parole che non hanno senso se prese singolarmente. Ma che in quell’attimo, in quell’attimo strano ed eccezionale vale la pena di mormorare. Da sussurrare nell’orecchio. Con dolcezza. Mentre lei mi accarezza. O mentre lei stringe le lenzuola. In genere sorridevano. O apprezzavano. Le più dure erano quelle che invece di accettarlo si zittivano improvvisamente e chiedevano conto di quella frase che mormoravo. Forse più per far contento me stesso. Per darmi delle illusioni e dare un significato alle parole: fare l’amore.
Sono nella mia casa di Dusseldorf, seduto sul divano. Mia moglie è appena andata a lavorare ed io ho appena finito di stirare una camicia bianca con le asole azzurre che tra poco indosserò. L’abito è appeso di fronte a me. Lo indosserò sopra la camicia. Cravatta grigia, cintura e scarpe rigorosamente abbinate. Nere. È il mio vestito da supereroe, la mia maschera. Il costume che da anni ormai utilizzo per accedere al mondo. Le mutande no, quelle le ho già indosso. Tra dieci minuti mi alzerò da qui, mi l Read the rest of this entry »
Tutti contenti. Tranne lui. L’uomo che non ha mai perso una elezione. Si vede probabilmente che nel 1994, 2001, 2008 (senza contare le magiche elezioni intermedie- tra tutte le regionali del 2000), lui non fosse iscritto al PD, PDS, DS, ma molto più probabilmente a Forza Italia, La lega, Alleanza Nazionale o UDC.
Bravo D’Alema, adesso che finalmente ne hai persa una, speriamo tu capisca che forse devi farti da parte.
In un concerto di musica rock, il popolo vuole la sua parte. La chiede e la ottiene. Vuole che sul palco ci sia qualcuno come lui. Questo vuole il popolo. Vuole essere onorato e riverito.
L’idolo del popolo accontenta il popolo. Accarezza gli idoli. Li tratta da pari a pari. L’idolo del popolo è a sua volta una divinità della musica.
L’idolo del popolo si mette lì e collabora. Bevendo, ballando, prendendo il sole.
L’idolo del popolo è uno di noi.
L’idolo del popolo si intravedeva nel video. (A breve una foto)
In verità, prima di questo, ci dovevano essere altri post, ma quei bastardi che stanno nella band con me non m’hanno mandato le foto e non m’hanno mandato un sacco di cose…
Spero che dopo aver letto questo post, invasi dalla vergogna provvedano a mandare ciò che devono, così posso terminare la storia.
Un ultima cosa. Il video fa proprio schifo. La musica nemmeno si sente. Ma vedere questi omaccioni in mutande, come si direbbe in una pubblicità, non ha prezzo…