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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID- Capitolo 6


Monday, November 9, 2020

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (tranne il sabato e la domenica).

    PREMESSA. LA MIA QUARANTENA FU QUELLA CHE FU

    Capitolo 6

    Verso la California- Il canto del passato

    Mohamed ritornò verso il taxi, aprì la portiera, si sedette nell’abitacolo e sorrise; per abitudine osservò nello specchietto retrovisore: un uomo gli puntava una pistola alla nuca.

    Alzò lo sguardo e scoprì di essere circondato da quattro poliziotti.
    Sentì l’odore acido delle armi che lo avevano come bersaglio; le tette di Rowena lo avevano fatto cadere in trappola.
    Era stato buttato a terra e ammanettato con un paio di ginocchia sulla schiena. Aveva avuto paura di rimanere soffocato, anche se era rimasto immobile. Quando era stato spinto in cella aveva capito che il suo destino era segnato.

    Il suo viaggio per arrivare negli Stati Uniti era cominciato nove anni prima, ma quello per tornare a casa sarebbe durato un attimo.
    Mohamed era partito da Waterloo, alla periferia di Freetown, in auto; radio accesa, musica per tenersi sveglio, due stecche di sigarette, due taniche di benzina, due bottiglie di Johnny Walker e soldi per corrompere le guardie di frontiera che ricevano spiccioli come stipendio.

    Aveva una valigetta con 6,714,490 Leoni, circa seicento euro, i risparmi di tutta la vita, per pagare lo strozzino, Abdulay Daramy che gli aveva procurato il biglietto aereo.
    Doveva guidare per una ventina di ore, attraversare la Sierra Leone in direzione nord-est, spaccarsi il parco nazionale dell’Upper Niger, oltrepassare una decina di città e villaggi in Guinea e poi raggiungere la capitale del Mali.

    Dopo sette ore di viaggio quando l’asfalto si era trasformato in sterrato una ruota era esplosa.
    L’aveva sostituita senza utilizzare il triangolo per segnalare la sua presenza a bordo strada. Mentre sudava a contatto con l’asfalto rovente era passato un camion; si era fermato per chiedere se avesse bisogno di aiuto e poi era sfrecciato verso il nulla.
    A quattro chilometri da Kabala aveva incontrato un check-point; i due militari avevano alzato il filo di ferro per impedirgli di passare, e si erano avvicinati, con il kalashnikov sulla spalla.
    Il silenzio era rotto dal ronzio degli insetti che si accalcavano sui corpi.
    Mohamed non poteva dirgli che stava lasciando l’Africa con una valigia piena di soldi; aveva offerto una sigaretta a entrambi e dopo avergliela fatta accendere, aveva dato fuoco alla sua.
    Il gruzzolo era mimetizzato tra le cianfrusaglie e gli stracci che si stava portando dietro.
    Mohamed aveva continuato a parlare con uno dei due militari e, senza esitare, aveva regalato un pacchetto di sigarette a entrambi.
    Aveva sorriso di nuovo, il piede sull’acceleratore e via.
    Giunto a Kabala, si era sistemato in macchina vicino a un hotel. Il guardiano notturno, dopo aver ricevuto un pacco di sigarette e una mancia da tre dollari, gli aveva permesso di sostare nel parcheggio, ma solo tra le 11 di sera e le 6 di mattina, quando rimaneva solo.
    Mohamed si sistemò sul sedile dopo averlo reclinato. La valigia con i soldi era sotto la sua testa.
    Si sentiva in ansia, non conosceva i rumori che gli stavano intorno e si svegliava, spaventato, subito dopo aver preso sonno; si metteva seduto, si guardava intorno, cosciente che non ci fosse nulla, e poi tornava ad allungarsi.
    Quando il guardiano notturno lo svegliò si accorse che la notte era scivolata via scomoda, con il terrore che qualcuno facesse irruzione nell’auto per rubargli i soldi.
    Alle sei era uscito dalla macchina e si era stiracchiato. In giro non c’era nessuno; era buio; il portiere di notte blaterò qualcosa alle sue spalle.

    DOVE ERAVAMO RIMASTI?

    Riassunto delle puntate precedenti

    • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
    • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
    • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.

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