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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID- Capitolo 8


Wednesday, November 11, 2020

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(Pic by Tiziana)

Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (tranne il sabato e la domenica).

PREMESSA. LA MIA QUARANTENA FU QUELLA CHE FU

Capitolo 8

Mia sorella- Londra- Stoke Newington- Soggiorno

Dopo aver chiuso la comunicazione Arianna lanciò una bestemmia: in Gran Bretagna era impossibile riuscire a reperire una mascherina.
I bambini la guardarono esterrefatti; lei si pentì per la sua lingua lunga; non era opportuno che i figli, di cinque e tre anni, smadonnassero davanti agli ospiti.
Ululò la sua rabbia contro il cielo perché sapeva che i londinesi si riversavano in massa nei pub e nei ristoranti senza mantenere le più elementari norme di sicurezza.
Il primo ministro inglese continuava a dare il cattivo esempio; stringeva mani ai malati, come se, la pandemia si trasmettesse tramite trasfusione.

Il morbo sembrava spaventare solo lei; i giornali d’oltremanica minimizzavano il problema.
Arianna non si sentiva paranoica, solo ben informata: seguiva tutto quello che stava accadendo in Italia. I numeri non erano allarmanti a Londra, ma la tempesta sarebbe arrivata.
Aveva già ritirato i figli dall’asilo, dicendo loro che era chiuso, e insieme al marito si era barricata in casa.
Da qualche minuto era in fibrillazione: dopo aver decretato che la porta di casa era il Vallo di Adriano, luogo da non oltrepassare, il lunedì successivo sarebbe stata costretta a uscire.
Dopo essere rimasta a spasso per quattro settimane, aveva trovato lavoro; il secondo posto fisso in una settimana.
Il primo era sfumato quattro giorni prima: aveva ricevuto l’incarico di gestire il database per una agenzia di modelle e di escort, che lei supponeva essere la copertura legale per un servizio di prostituzione d’alto bordo, catalogando il genere di servizi che le peripatetiche fornivano per migliorare l’esperienza recettiva del cliente.
L’arrivo del contagio le aveva fatto abbandonare la disoccupazione senza lasciarla.
In tre giorni le navigazioni sul sito erano diminuite del cinquantatré per cento, le prospettive di profitto aziendale erano scomparse e la proposta di lavoro era stata ritirata, con tante scuse.
Quella sera Arianna era stata assunta, di nuovo, come analista di dati per un’azienda medica.
La figlia più piccola continuava a cantare; il figlio tirava il pallone contro il muro.
Dal lunedì successivo Arianna avrebbe lavorato da casa, una manna dal cielo per evitare il pendolarismo e il contagio, ma anche una maledizione con i figli barricati assieme a lei; le continue grida, liti e risate avrebbero ridotto la sua produttività.
L’unica condizione per cominciare era recarsi nella sede della compagnia per ritirare il computer aziendale.
Arianna avrebbe attraversato la città, senza la mascherina, mentre il morbo ingrassava intorno a lei.
Doveva rientrare a casa sana e salva.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.

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One Response to “A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID- Capitolo 8”


  1. A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 22 | Impresentabile - Il blog di Lucio Cascavilla Says:

    […] Cap 8 […]

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