Skip to Content Skip to Search Go to Top Navigation Go to Side Menu


A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID- Capitolo 9


Thursday, November 12, 2020

gesu.jpg

Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (tranne il sabato e la domenica).

PREMESSA. LA MIA QUARANTENA FU QUELLA CHE FU

Capitolo 9

Avventura

Carissimo Loriano,
Come stai?
Dopo gli ultimi messaggi mi sono decisa a scriverti questa lettera elettronica.
Essendo tua madre sono convinta che un messaggino sia uno spiffero del mio bisogno di comunicare con te, visto che viviamo così lontano.
Scrivere tutto quello che provo, in un rigo, non si confà alla mia normale logorrea. Il messaggino che ti mando è la pubblicità, l’intermezzo tra cose più interessanti che ho da dirti.
Questa lettera elettronica invece è un colossal epico con cui esternarti la mia visione del mondo.
Come puoi immaginare utilizzerò tutte le figure retoriche di cui dispone la lingua italiana, i vari registri e stili per permetterti di arrivare alla fine della lettera e non annoiarti. Alternerò lunghi e noiosi periodi alla Thomas Mann, a frasi brevissime.
Mi premeva dirti che ieri, leggendo il giornale, sono incorsa in questa storia.

Non so, magari ti può interessare, per capire quello che accade in Europa.
Non appena avrò qualche minuto in più di tempo te ne invierò delle altre. Spero tu non l’abbia già letta.
Baci

-
Aveva chiuso la portiera e messo in moto.
Gesù.
Era impossibile da credere, eppure duemila anni dopo la sua morte, il colpevole era lui.
Doveva crederci?
Era uscito con una scusa. Aveva il disinfettante antibatterico nella tasca della giacca, la mascherina e i guanti di lana, gli unici che possedeva. Fuori dal finestrino il sole splendeva rumoroso in cielo.
Avrebbe avuto bisogno dell’autocertificazione?
Aveva spinto sull’acceleratore. Come se arrivare prima al commissariato avrebbe allontanato la possibilità del contagio. La strada era deserta.
Una volante dei 
carabinieri, alle sue spalle, lampeggiò e lui accostò al bordo della strada.
“Mi può mostrare l’autocertificazione e spiegarmi dove si sta recando?” Chiese il militare all’apertura del finestrino. Si teneva a debita distanza e aveva il volto coperto da una mascherina.
“In verità, al momento, non ho l’autocertificazione…”
“Lo sa che questa è un’infrazione? Le costerà un’ammenda… E non sarà solo una sanzione amministrativa…”
“Mi spiace ma, con tutte queste regole, non sapevo se ne avessi avuto bisogno o meno…”
“Perché? Lei ha sempre bisogno dell’autocertificazione quando esce di casa.”
“Guardi signor agente, è abbastanza imbarazzante ciò che sto per dirle, perché mi sto recando in commissariato. E siccome sto andando là…”
“Appunto per quello, aveva bisogno dell’autocertificazione.”
“Ma io sono stato convocato dal 
Maresciallo, con urgenza.”
“E per quale ragione? È per caso un consulente?”
“No, diciamo problemi familiari…”
“Suo figlio? Non lo dica a me. Ieri sono andato a prendere il mio, mentre giocava a calcio con gli amici. Vada, vada e se succede ancora, si ricordi di portare l’autocertificazione…”
“Grazie e buona giornata.”
Chiuse il finestrino e ripartì.
Parcheggiò l’auto e si accorse che sul cancello vi erano degli agenti. Non sapeva se avvicinarsi o attendere che si muovessero.
Si accostò cercando di fare rumore. Quando era a circa dieci metri uno dei poliziotti, con il volto coperto, gli urlò qualcosa. 


Il maresciallo, invece di farlo accedere nel suo ufficio, lo incontrò all’esterno. I due si disposero a qualche metro di distanza.
“Mi spiace signor…”
“Calogero…”
“Mi dispiace signor Calogero, ma l’accusa è molto seria. Siamo di fronte ad una adunata sediziosa, premedita. E al momento le pene potrebbero essere cospicue. Visti i tempi che ci troviamo a vivere.”
“Ma possibile?”
“Guardi, hanno confermato tutto. Anzi è stato grazie alla segnalazione di sua moglie se siamo riusciti a fermarli prima che accadesse l’irreparabile.”
“Non discuto affatto e credo che quello che abbiano fatto sia assolutamente censurabile eppure sembrano così innocenti.”
“In base a quel che hanno detto, perché non hanno nemmeno voluto attendere l’arrivo dell’avvocato per confessare, stavano preparando l’azione da qualche giorno.”
“Mi sembra impossibile, e pensare che si comporta sempre in maniera così responsabile, anche quando le lasciamo i bambini piccoli…”
“Più che impossibile, pare che fosse lei l’organizzatrice.”

“Ma come è potuto succedere?”

“Guardi. La storia è cominciata due giorni fa. La Biancofiore ha contattato il La Torre, l’unico che aveva la patente e che poteva portare a buon fine questa bizzarra iniziativa. E insieme al La Torre hanno pianificato il resto.”
“Mi sembra di vivere in un incubo…”
“Sarebbe meglio ci credesse… Ma lei sa almeno che sua madre ha un account Facebook?”
“Certo, siamo anche amici.”
“Bene. Allora sua madre, la signora Biancofiore, mi ha confidato che non ha più la patente. Non ha superato il test per l’ultimo rinnovo. Ecco perché mi ha detto di aver contattato il La Torre. Vecchio autista dello scuolabus e della parrocchia. Ma abbiamo un dubbio, a questo punto…”
“Quale dubbio?”
“La signora…”
“Mia madre?”
“Sì, sua madre, non vuole dirci se ha organizzato tutto insieme al La Torre, o c’era anche qualcun altro nel direttivo…”
“Perché non avete preso solo loro due?”
“Abbiamo fermato quattro pulmini…”
“Quattro pulmini?”
“Trentadue persone, di età compresa tra i settantasei e gli ottantotto anni.”
“Ma siete sicuri che sia mia madre l’ideatrice?”
“Guardi era lei che ci ha confidato di avere consigliato alle altre trentuno persone, coinvolte nell’inchiesta, di indossare vestiti più pesanti perché malgrado la giornata di sole su, al santuario, la temperatura sarebbe stata più bassa.”
“Non potrebbe essere stato un semplice consiglio?”
“L’organizzazione che sua madre aveva dato al gruppo era di stampo 
paramilitare. Le vecchie…”
“Maresciallo, sta parlando di mia madre e delle amiche di mia madre.”
“Mi scusi! Mi scusi, davvero. Le signore e i signori coinvolti si erano stesi sul pavimento del pulmino. Il piano prevedeva di sedersi sui normali sedili solo dopo la sosta al bar, tabacchi e ristorante, dove finisce il rettilineo. Per evitare che le forze dell’ordine si insospettissero, vedendo un pulmino ricolmo di gente, e per scongiurare che alcuni dei rivoltosi soffrissero le curve che portano al santuario, durante il viaggio. Noi li abbiamo intercettati lì, dopo essersi sgranchiti le gambe, pronti a riprendere l’azione sediziosa.”
“Ma perché parla di metodi paramilitari?”
“I quattro pulmini viaggiavano a dodici minuti di distanza l’uno dall’altro, il tempo che serviva per cambiare posizione. Avevano organizzato un sistema di segnalazione che, per fortuna, siamo, forse, riusciti a sgominare. Ma non siamo sicuri di avere intercettato tutti i pulmini.”
“Ma vi hanno spiegato i motivi del gesto insurrezionale?”
“Per Gesù, gliel’avevo detto al telefono. Lo psicologo consulente della polizia l’ha chiamata crisi di astinenza religiosa. Da quando la quarantena è cominciata, il loro bisogno, nella chat (chiamata ‘la vita eterna’), era cresciuto a dismisura. Era un bisogno incolmabile. L’astinenza è cresciuta in seguito alla sospensione delle funzioni religiose.”
“E quello che mandano per televisione?”
“Quello non bastava. C’era il bisogno di ‘scambiarsi i segni di pace’ e del resto della ritualità. Non appena sua madre è venuta a conoscenza della piccola processione che si sarebbe svolta all’interno della chiesa dei 
frati cappuccini, per spostare l’effigie del Cristo, vicino alle spoglie del Santo che aveva fatto il miracolo del 1737, hanno messo in moto i propri canali e hanno deciso di parteciparvi.”

“Maresciallo, ma adesso cosa rischia mia madre?”
“Guardi potremmo imputarle 
l’epidemia colposa e la tentata strage, ma la signora, a ottantadue anni non ha paura di nulla e quindi, perderemmo tempo. Non potremo nemmeno incarcerarla e ingolferemmo le aule di giustizia di questo paese, senza nemmeno arrivare a un verdetto, prima della morte della vecchia.”
“Maresciallo! Sta sempre parlando di mia madre.”
“Mi scusi! Mi sono lasciato prendere dalla rabbia.”
“E quindi? Come intendete procedere?”
“Parlando con la signora, mi sono reso conto di una cosa. Ma bisogna prepararla per bene e abbiamo bisogno della collaborazione dei parenti.”
“Per quale motivo?”
“Per evitare che questi scriteriati, possano pensare di rifarlo in futuro. Bisogna tenere questi folli a casa ed evitare che se ne vadano in giro ad infettare la gente perché devono pregare il loro Gesù.”
“E cosa possiamo fare noi parenti? Non possiamo sedarli, o impedire loro di pregare e di credere in quello che vogliono.”
“Non mi verrebbe nemmeno in mente di fare una cosa del genere. Bisogna ideare qualcosa di diverso…”
“Non penserà a una soluzione drastica?”
“Affatto. Bisogna solo fare in modo che…”
Il maresciallo si guardò attorno, con fare guardingo, come se dovesse mettere in atto una cospirazione. Mosse una mano come a chiedere che Calogero gli si avvicinasse.
“Ma Maresciallo, non posso avvicinarmi più di quanto già ho fatto.”
“Ah sì, mi scusi… La forza dell’abitudine…”
“Allora?”
“Be’ bisogna fargli credere che il 
Papa, non uno qualsiasi, il Papa, abbia intenzione di scomunicarli. Che gliene pare?”

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.

Capitolo1Capitolo2Capitolo3Capitolo4Capitolo5Capitolo6Capitolo7Capitolo8

One Response to “A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID- Capitolo 9”


  1. A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 21 | Impresentabile - Il blog di Lucio Cascavilla Says:

    […] Cap 9 […]

Leave a Reply


In order to submit a comment, you need to mention your name and your email address (which won't be published). And ... don't forget your comment!

Comment Form