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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID- Capitolo 10


Friday, November 13, 2020

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (tranne il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 10

La speranza

- Ho detto forse.
Da ieri sera ci sono due guardie armate dinanzi al nostro cancello. L’edificio diventerà una preda per chi comincerà a morire di fame.
Il proprietario ha accumulato cherosene e acqua, all’interno del caseggiato, per cinque settimane, ma ci ha confidato che bisognerà razionare entrambe.
Noi saremo segregati in casa, per i prossimi tre giorni; la decisione governativa servirà a tracciare gli infetti.
Abbiamo parecchio cibo, ma bisognerà comprarne dell’altro se saremo costretti a rimanere.
- E noi che cosa decidiamo di fare, sempre che la notizia sia vera?

- Mi è stato consigliato di accettare. Ripete Abigail.
Il sistema sanitario della Sierra Leone è al collasso.
Le donne incinte hanno smesso di chiamare le ambulanze, temono che siano infette.
La dottoressa, la paziente numero due, non ha fatto altro che, inconsapevole, contagiare altra gente; e altri tre ospedali pubblici hanno chiuso

Centoventisette infermiere dell’istituto pediatrico di Freetown sono state chiuse in quarantena forzata.
Quando le prime tre hanno mostrato i sintomi del contagio, nessuno si è preso la briga di separarle dalle altre; sono rimaste all’interno della stessa struttura, senza acqua.
Si sono dissetate bevendo quella non sterilizzata che arrivava, razionata, nell’unico bagno presente e in sedici hanno contratto il tifo.
- Quando arriverà?
- C’è un grosso forse davanti, dobbiamo attendere.
Un aereo speciale sarebbe venuto a prenderci mentre intorno a noi tutto era allo sfascio.
Gli abitanti di Freetown non avevano acqua corrente. Sulle chat impazzavano video di moltitudini di persone che si recavano a raccoglierla senza rispetto delle norme di sicurezza.
La situazione sta peggiorando.
Il presidente spera che dall’Europa, dall’America e dalla Cina arrivassero aiuti a pioggia come successo per l’ebola.
La malattia grazie ai finanziamenti stranieri era stata ufficialmente debellata il 16 marzo del 2016.
Nel paese erano appena giunti ventimila kit per il test, dono di qualche ricco filantropo cinese.
C’era qualche paese che ne aveva meno della Sierra Leone?

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa.
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

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