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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID- Capitolo 15


Friday, November 20, 2020

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (tranne il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 15

Tra due mondi, all’opposto.

- Guarda la cosa migliore è andare a lavoro.
- Addirittura, Alex?
- E a casa sto da solo!
- Ah già è vero.
- Con questa quarantena non è che puoi fare chissà che.
- Ma i giornali dicono che la Cina ha zero casi: hanno riaperto i negozi, i ristoranti, i bar e persino i musei.
- Hanno riaperto, hanno riaperto.
- E quindi?

- E quindi niente. Stiamo sempre a casa.
- E perché?
- Perché tutti hanno paura. Paura di venire infettati, paura che il contagio ritorni.
- Ma se è da un mese che ci sono zero casi.
- Si ma tu che fai? Ti vai a infilare in un ristorante?
- Adesso come adesso, pagherei anche solo per entrare in un pub, visto che a Freetown posso uscire, ma la birra fa schifo.
- Guarda io non andrò per i prossimi due anni in un ristorante.
- Perché?
- Scusa, ma come fai? Entri e ordini. E il cameriere come ti serve? Con i guanti e la mascherina? Cos’è il ristorante di Zorro?
- E quindi stai a casa?
- Qui non esce nessuno. I locali sono vuoti. Si va in ufficio. E in tanti evitano anche la metropolitana. Qualche volta vado al parco a bere due birre con gli amici, ma niente di più.
- Almeno quello.
- Guarda l’unica cosa positiva è che al momento hanno paura degli stranieri.
- Perché?
- Perché i pochi casi di contagio che si registrano arrivano da stranieri che lavorano a Canton e che sono rientrati, dopo essere scappati all’inizio del contagio. E allora ti evitano sulla metropolitana. Quando vedono i laowai si scansano, non ti puntano gli occhi addosso e non senti quel fastidioso e caratteristico alito sul collo di quelli che vogliono diventare tuoi amici.
- Ma la metro…?
- Qual è il problema?
- Dici che non vai al ristornate e prendi la metro?
- E che devo fare?
- Magari vai a lavoro con l’auto? Non te l’eri comprata?
- Sì l’ho comprata, però se dovessi andarci in macchina, dovrei uscire di casa alle sei del mattino, per arrivare in orario in ufficio.
- Il traffico?
- E sì!
- E non hai paura del contagio?
- Al momento mi fanno lavorare in remoto solo due giorni alla settimana le frontiere sono chiuse e abbiamo poco da fare, quindi mi armo di mascherina e guanti e tanti saluti.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.
Loriano & Abigail Mohamed Alex Arianna Mamma
         

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