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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 24


Thursday, December 3, 2020

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO 

Capitolo 24

Thriller!

Carissimo Loriano,

il mondo continua a girare nella stessa direzione, nonostante la presenza di questo morbo. Il sole sorge al mattino e tramonta alla sera.
Tuo padre sta poco bene; nulla di cui preoccuparsi e di paragonabile a ciò che è successo a tua sorella, perché nel nostro dorato esilio, oltre a non vedere nessuno, evita di leggere gli articoli che gli passo.

All’inizio la sua indisposizione si è presentata come un banale, ma insistente, dolore alla schiena, poi, all’improvviso, lo ha spezzato in due. Adesso è a letto e sono stata costretta a spostare la televisione nella sua stanza.
Tuo padre continua a preferire il tubo catodico a un più corretto metodo di scernimento delle notizie, grazie ai nuovi mezzi che abbiamo a disposizione.
Alle volte penso che sarebbe meglio avere di nuovo a che fare con la stregoneria, senza la sua controparte inquisitiva, rispetto a questi intrighi continui volti a non farci comprendere la verità.
Alla fine non riesco a capire se sono i cittadini a cospirare contro lo stato o lo stato a farlo contro i suoi cittadini.
La segregazione spinge a compiere degli errori, e a cercare delle strade per uscire dal seminato, ma non sono certa che lo stato di polizia che cercano di imporci, possa essere la soluzione ai problemi che viviamo.
Quello che accade è pericoloso! Sveglia!!

-
“Io accuso, Signor Commissario!”
“E come se n’è accorto?”
“Mi ero insospettito dopo averlo visto nella stessa zona per due sere consecutive e così mi sono appostato.”
“Come mai ha deciso di prendere questa iniziativa, agente Guano?”
“Per la semplice ragione che in questi giorni l’unica cosa che abbiamo da fare è fermare ragazzini che scappano di casa… e le devo dire la verità, signor Commissario. Posso?”
“Certo che può. Anzi, deve!”
“Mi manca l’azione. Mi mancano le indagini e gli appostamenti. E io vorrei tanto passare di grado e diventare 
Ispettore…”
“Va bene, va bene… Della sua carriera ne parleremo più tardi, ma continui a dirmi del suo appostamento. Quindi è nato spontaneamente? Senza che nessun superiore glielo abbia richiesto?”
“Credevo di rendermi utile per il mio paese. Ho fatto male?”
“Non ha fatto male, anzi ha fatto benissimo. Ma continui, la prego…”
“Come le dicevo, il sospetto, si muoveva dalle parti di via 
Nino Bixio e senza la mia divisa, per evitare di dare nell’occhio, mi sono piazzato da quelle parti. Attendendo. Per sfortuna la prima serata l’ho incontrato solo sulla via del ritorno.”
“Un attimo, Guano…”
“Mi dica signor Commissario.”
“Come ha fatto a capire che era la via del ritorno?”
“Perché il sospetto si muoveva in direzione contraria alla solita e con due ore di ritardo rispetto alle prime due volte che ci eravamo incontrati, signore.”
“Va bene, continui pure.”
“Al che l’ho seguito, incuriosito, visto che mancandomi la divisa, avrei sì potuto fermarlo, qualificandomi, ma financo insospettirlo e lui avrebbe evitato di condurmi sulla scena del crimine.”
“Ha fatto benissimo.”
“L’ho seguito sino al suo domicilio e sul campanello risultava, effettivamente, il suo cognome.”
“Benissimo!”
“Allora l’indomani, al termine del mio turno di servizio, che corrispondeva bene o male con l’orario nel quale il sospetto, Odoacre Chierico, si allontanava dalla sua abitazione, mi sono appostato e l’ho seguito.”
“E quale è stata la scoperta.”
“Quel giorno in verità, non vi è stata nessuna scoperta, signor Commissario. Ho seguito il signor Chierico e, dopo un paio di isolati, l’ho visto e, inutile perfino aggiungerlo, con fare circospetto e con un codice imparato in precedenza, bussare alla porta di un garage ed entrarvi, ben attento a non farsi scoprire. Da quel momento, considerando la cosa sospetta, invece di paventare un’irruzione, ho atteso prima di decidere il da farsi.”
“Ed è rimasto lì per quanto tempo?”
“Circa due ore.”
“Immobile?”
“Mi sono concesso qualche giro dell’isolato per evitare che le gambe si intorpidissero per il freddo.”
“E dopo le due ore?”
“E dopo due ore, da quel covo di perdizione, la gente è cominciata ad uscire.”
“Tutti insieme?”
“Alla spicciolata. Le ho già detto che questa organizzazione criminale è preparatissima a fronteggiare un’eventuale ispezione delle forze dell’ordine. Ogni tre minuti, usciva un sospetto.”
“Quindi, Guano, lei è rientrato a casa?”
“Affatto signore. Esibendo il mio tesserino di poliziotto ho fermato un altro dei partecipanti all’incontro criminoso, chiedendogli di esibire i documenti e l’autocertificazione e ne è risultato che, il signor Aldo Cantarutti, di anni settantanove, coetaneo del Chierico, dopo essersi recato alla farmacia, stava rientrando a casa.”
“Ed era effettivamente stato alla farmacia?”
“Il sospetto, non subodorando di essere stato seguito, ha estratto una confezione di pillole contro l’alta pressione.”
“E le ha mostrato lo scontrino?”
“Mi ha detto che ha buttato lo scontrino subito dopo esser uscito dalla farmacia, nel primo cassonetto.”
“E lei ci ha creduto?”
“Affatto. Ma cos’altro potevo far, signor Commissario?”
“Nulla, nulla. La legge era dalla parte del signor Cantarutti. E quindi, agente Guano?”
“Quella sera nulla. Ma ieri, mio giorno di libertà mi sono posizionato in zona e ho atteso. Ho contato otto persone. Tutte di età ottuagenaria e tutti che, con fare quanto meno sospetto, con un codice in uso ai gruppi criminosi, erano ammessi al locale. Dopo aver osservato, mi sono deciso a intervenire.”
“Ma così? Senza alcuna autorizzazione del tribunale?”
“Signor Commissario ho preferito agire, perché pensavo che la situazione stesse degenerando.”
“In che senso?”
“Ho sentito delle urla!”
“Di paura?”
“Non saprei. Mi sono avvicinato di soppiatto e ho sentito le urla.”
“Non avrà sfondato la porta?”
“Ho semplicemente bussato.”
“E le hanno aperto?”
“Certo. Ovviamente signor Commissario non mi sono classificato come un agente delle forze dell’ordine, ma solo come un padre alla ricerca di suo figlio.
“Ovviamente!”
“E come se nulla fosse, il signor Letterio Catapano, come presentatosi, favorendomi anche il piacere di stringermi la mano, contrario alle norme vigenti, mi ha informato di stare facendo un 
tressette, riservato a pochi amici, nel numero di otto, nel garage di sua proprietà. Pregandomi di mantenere il riserbo, anche con la signora sua moglie e con il vicinato per evitare qualsivoglia problema.”
“Ah!”
“Le urla che avevo sentito facevano parte del gioco e quello che i miei occhi hanno osservato erano un’infrazione delle regole emanate dal nostro governo, nelle settimane scorse. Otto e dicasi otto anziani che si divertivano, tra i fumi delle sigarette e quelli dell’alcol a giocare a tresette. Indi per cui, signor Commissario, ce la facciamo una bella perquisizione, nel pomeriggio al signor Litterio Catapano?”
 

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

13 Responses to “A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 24”


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