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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 27


Tuesday, December 8, 2020

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 27

Mia sorella- Londra- Hackney Marsh

La strada delle Hackney Marsh era la più breve per arrivare alla stazione della metropolitana ed evitare contatti: una gigantesca palude, senza malaria e senza giubilei, che di notte era priva di illuminazione elettrica.
L’orario intermedio che aveva scelto per uscire in quel tranquillo lunedì lavorativo le aveva fatto pensare che a quelle latitudini non ci dovesse essere nessuno. Il primo giorno in cui, dopo due mesi di nubi plumbee, il sole risplendeva nel cielo azzurro e la temperatura primaverile lasciava intravedere la speranza di una stagione più mite, i londinesi si erano riversati per la strada.
Arianna ondeggiò la testa dopo che la ruota anteriore sussultò su un fosso; sentì il pallone passarle a qualche millimetro dal naso, poggiò il piede destro a terra e lo osservò rimbalzare alle sue spalle.

- Mi dispiace. Urlò un ragazzo almeno quattro volte.
Indossava una divisa da calciatore, come i suoi ventuno compagni, e correva verso di lei per raccogliere la palla. Avevano costruito le porte con gli zaini e misuravano le linee del campo a occhio.
Arianna avrebbe voluto urlargli che alla sua età doveva essere a scuola, ma gorgogliò parole incomprensibili; si rese conto che discutere, dovendosi togliere la sciarpa e la bandana, era esercizio sterile.
Per evitare il contatto, si sollevò sui pedali e ripartì.
Percorse un altro centinaio di metri.
Il gruppo di amici che stava allestendo un barbecue non sembrava un problema; all’improvviso si alzò una cortina di fumo che oscurò la vista del sentiero che percorreva.
Senza preavviso si trovò di fronte un’altra bicicletta, i due manubri si sfiorarono, ma entrambi, maledicendo la grigliata, si allontanarono.
Dopo qualche metro si arrese: prese fiato e scese dalla bici. Tenersi distante dagli altri non era possibile.
L’ansia saliva.
Il cuore le batteva.
Arianna soffriva d’asma, il marito era iperteso, i bambini non erano a rischio, ma potevano diventare portatori del morbo e infettarli.
La Hackney da bere si era data convegno nel parco.
L’occasione mondana era una protesta. Nonostante la caccia alla volpe fosse una tradizione tardo estiva estinta, i giovani “hipster” si erano dati appuntamento, per celebrare la nascita delle volpi e cercare di tutelarle: la vita media dell’animale, nella città di Londra, si aggirava sugli otto mesi.
Arianna evitò il gruppo che gozzovigliava con lattine di birra e di sidro. Dopo averli oltrepassati risalì sulla bicicletta e ripartì.
Non mancava molto all’uscita del parco. La pavimentazione della strada e la presenza di edifici sarebbero stati d’aiuto per evitare altri incontri ravvicinati.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

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