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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 31


Wednesday, January 20, 2021

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(Pic by Machi Femiano)

Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 31

Verso la California- L’incertezza dei confini

Ci fu un attimo di indecisione. I due si fissarono, poi l’autista del camion si riattaccò alla bottiglia e spinse il pedale sull’acceleratore. Mohamed aveva attraversato il confine con la Colombia, di notte, in mezzo alla foresta, sperando che la polizia non effettuasse i controlli tra le foglie degli alberi.
I soldi per pagare i visti chi ce li aveva?
Era stato fortunato a trovare un passaggio, ma si era subito pentito. Mohamed strinse la mano a pugno, si preparava a colpire.
Chi voleva rapinare chi?

Quando aveva ricevuto il secondo stipendio, Youssef gli aveva proposto di affidarlo a un ragazzo del Ghana che aveva in custodia il denaro di tutti gli Africani che si spaccavano la schiena nelle fabbriche.
Lui non si era fidato.
Il ‘banchiere’ del Ghana era ben conosciuto nella favela e, nonostante fosse una persona di fiducia, veniva rapinato spesso, alle volte in combutta con gli amici dei derubati.
Il gruzzolo di Mohamed era nascosto in un barattolo di vetro tra la merda delle galline e la paglia, nel letamaio. Non erano immuni dalla puzza, ma nessuno si avvicinava a quel posto.
Una sera un branco di ladri si era infilato nell’allevamento, forse in combutta con Youssef, ma aveva preferito ripiegare sul pollame, piuttosto che mettersi a cercare i suoi risparmi.
Youssef sospettava quale fosse il nascondiglio, ma non era riuscito a trovare nessuno che volesse spalare quintali di merda per dividere pochi spiccioli.
Dopo ventitré mesi Mohamed regalò una cassa di cachaça all’amico, lo salutò, lo ringraziò e con tremila duecento dollari in tasca partì a piedi, zaino in spalla, e, non appena lasciò Rio, la puzza di merda lo abbandonò.
Aveva camminato, aveva fatto l’autostop e aveva passato il primo confine del lungo viaggio.
Qualche ora dopo aver abbandonato il Brasile aveva tirato il pollice fuori dalla tasca e trovato il passaggio.
- Onde voce vai? Aveva chiesto l’autista.
- Norte!
L’autista sorridente gli aveva passato la bottiglia di cachaça e lo aveva fatto accomodare di fianco a sé. L’abitacolo puzzava di alcol.
Mohamed parlava un pessimo portoghese e ignorava lo spagnolo, ma doveva aver detto qualcosa che aveva messo sulla difensiva l’autista che impugnò la bottiglia di liquore come corpo contundente.
Il guidatore aveva immaginato che l’autostoppista voleva fregargli il carico che stava trasportando.
L’unica cosa che Mohamed aveva rubato, da quando si era messo in viaggio, era la frutta, dolce e succosa, che cresceva per strada.
O era l’autista che voleva rubargli le scarpe sfondate e i pantaloni strappati?
Il camion rallentò in vista di una curva a gomito. Di fronte a loro non c’era nessun mezzo. L’autista gli lanciò un’occhiata rabbiosa. Mohamed invece di colpire fece scivolare la mano sulla maniglia. Non vedeva il tachimetro. Spalancò la portiera del camion. Il cuore gli batteva a mille. L’autista provò a colpirlo. Lui si scostò. La bottiglia si spaccò in mille pezzi sul sedile del passeggero. Mohamed chiuse gli occhi. La cachaça grondava sul sedile. Saltò giù e rotolò a terra. Il camion si immerse nelle tenebre. Sentì un dolore al ginocchio. Aveva il fiatone. Toccò il contenitore con i soldi.

Riaprì gli occhi. Era stato fortunato: quattro metri più avanti e avrebbe colpito un albero di mango. Si rialzò in piedi e riprese fiato.
Il buio era denso, si spostò  di qualche metro. Perse il senso dell’orientamento; sperava solo che nessun autista ubriaco lo investisse proprio in quel lembo di terra.
Alla fine non aveva capito una cosa: l’autista voleva derubarlo o aveva paura di essere derubato?
Tirò il fiato, sorrise e si chiese di nuovo:
Chi voleva rapinare chi?

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

11 Responses to “A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 31”


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