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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 43


Wednesday, February 10, 2021

cap-43.jpg

(Pic by Marco Muretti)

Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 43

Mia sorella- Londra- Piccadilly Line- In the tube

Arianna aveva paura, guardava fisso dinanzi a sé, in stato catatonico; avrebbe voluto che i passeggeri scendessero, si scusassero e la lasciassero sola.
Il vagone sembrava una scatola di sardine; nessuno dei presenti indossava la mascherina e il loro respiro contaminava l’aria.
Era necessario per tutta quella gente spostarsi in metropolitana?
Quale era la loro pena?
Quale era il loro problema?

Il treno si fermò tra le luci della stazione; per qualche secondo le porte della carrozza furono bloccate da una signora grassa con una deformazione alla caviglia sinistra che trasportava due buste di plastica ricolme di oggetti; indossava una mascherina che stava cambiando colore, grazie alla sporcizia, e dei guanti che si erano mimetizzati con la polvere circostante.
Sembrava una senza tetto che aveva trovato un posto tiepido dove trascorrere la giornata.
Appoggiate le buste sul pavimento rovistò tra le sue cose ed estrasse un disinfettante per il bagno e uno strofinaccio; spruzzò il contenuto su uno dei sostegni, lo ripulì e, mentre il treno ripartiva, si puntellò evitando di rovinare addosso agli altri passeggeri.

La sciarpa che Arianna portava sulla bocca, si stava allentando.

Doveva Stringerla?



 Nel silenzio generale la donna cominciò a tuonare:
- Pentitevi perché questa è la vendetta di Dio, il Dio di Abramo e Isacco che, invece di distruggere Sodoma e Gomorra, ha pensato di avvisarci, perché la fine del mondo è vicina.
Alla quarta fermata Arianna si era pentita di essere rimasta in quella carrozza; il sistema aerodinamico che aveva preparato per proteggersi, stava per sciogliersi.

Sentiva i nodi allentati e spifferi di germi dapperttutto. Eppure la paura non le permetteva di muoversi. Il rischio. Il contagio.

Aggiusto la protezione appena scendo. Pensò.

Il treno ripartì. Un movimento di accelerazione, graduale, seguito da una brusca frenata; il sussulto del vagone lasciò ondeggiare i passeggeri a ritmo di tango e rimescolò i batteri; le mani si strinsero intorno ai sostegni.
La figlia di Dio cadde su due persone che erano sedute ignorando le distanze di sicurezza.
Arianna si ritrovò sbalzata in avanti e rovinò tra le braccia di un uomo che aveva di fianco a sé una grossa valigia. La sciarpa e la bandana erano scese sul mento:  era a volto scoperto nella metropolitana piena zeppa di passeggeri. 

Non percepì alcun profumo, ma nemmeno cattivo odore.

L’uomo con un terribile accento americano si sentì in dovere di chiacchierare con lei.
- Certo che il servizio della metro di Londra fa davvero schifo. Fortuna che me ne torno a New Orleans.
Arianna si riassettò il basco, rialzò bandana e sciarpa e lo ringraziò.
E se fosse stata contagiata?
Lui tese la mano e provò a presentarsi:
- Io sono Cassidy.
Lei sorrise sotto la sciarpa, ma evitò di stringergli la mano. L’uomo la ritrasse, la infilò in tasca e riprese a pensare ai fatti suoi.
Arianna controllò le fermate. Ne mancavano diciannove. Solo allora si rese conto che l’uomo che l’aveva aiutata non aveva visto il suo sorriso e aveva pensato che lei fosse una gran maleducata.
L’autista borbottò qualcosa, ma il pessimo impianto impedì di comprendere cosa stesse dicendo.
Arianna provò a connettersi alla rete per capire come fuggire.
Niente da fare: il servizio Wi-Fi sotterraneo sembrava fuori servizio; il treno era fermo.
La donna riprese la sua predica, l’autista ripeté le sue parole.
Impasse.
Quanto tempo era passato?
Le ruote si rimisero in movimento. I passeggeri si aggrapparono ai sostegni aspettandosi una nuova brusca frenata, ma questa volta il treno riprese la sua marcia, accelerando nel buio della galleria.
Arianna, riposto il telefono nella tasca, sudava. Quando il treno si fermò ringraziò di nuovo Cassidy e scese senza essere giunta a destinazione.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

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