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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 48


Thursday, February 18, 2021

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 48

Verso la California- Sul confine

- Ci sono quarantasette porti di ingresso per passare il confine con gli Stati Uniti, legalmente, ma noi ce ne terremo alla larga.

George, puntuale, alle 7 del mattino, si presentò con una decapottabile e abbandonò Tecate in direzione Sud; gli aveva fatto un prezzo da amico e gli aveva consigliato di arrivare a Chula Vista:
- Se ti fermi a Morena Village o Dulzura, tutti capiranno che sei entrato illegalmente negli Stati Uniti. Il tuo accento è troppo acerbo per confonderli.
In caso i militari li avessero fermati, Mohamed doveva inghiottire la lingua; meglio passare per muto che per immigrato da quelle parti.
Mohamed aveva seguito le raccomandazioni dell’amico: si era fatto una doccia e aveva indossato il vestito migliore che possedeva.

Il Liberiano percorse alcuni chilometri in direzione di Tijuana, poi fermò la macchina e lasciò scendere l’amico.
Nel muro, formato da filo spinato e rete metallica, c’era un buco. Lo spazio era appena sufficiente per lasciare passare una persona.
Mohamed si guardò intorno.
Attraversò il buco e, dopo una decina di metri, incontrò il ruscello che, dopo aver scavato il proprio percorso, si era prosciugato.
Fece un gesto di saluto a George, si sdraiò nel letto dell’arroyo e si preparò ad aspettare; per fortuna c’era una leggera ombra che lo copriva e non avrebbe sudato l’anima.
Se una pattuglia fosse transitata da quelle parti non sarebbe mai riuscita a vederlo. La strada distava cinquecento metri e, a meno di un’ispezione, nessuno si sarebbe accorto della sua presenza.
Mohamed non aveva ancora pagato, ma sapeva che se fosse scappato non l’avrebbe fatta franca.
Il sogno era a un passo.

Era in America.
Rimase in attesa scrutando l’orizzonte. La frontiera era solo una linea immaginaria; un modo come un altro per impedire agli uomini di muoversi liberamente.
Il paesaggio era simile da entrambe le parti: sembrava deserto. Qualche cactus, qualche arbusto, qualche uccello che volteggiava nel cielo.
Sentì la gola prudergli, aveva bisogno d’acqua. George aveva accettato la sua offerta di cinquecento dollari ma non gli aveva spiegato il piano nei dettagli, gli aveva solo ripetuto che sarebbe stata una passeggiata.
E attese. Era riuscito ad arrivare dove i sogni gli avevano sempre chiesto. La sua vita poteva solo migliorare e il futuro sorridergli.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

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