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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 50


Tuesday, February 23, 2021

cap-50.jpg

(Pic by Marco Muretti)

Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 50

Mia sorella- Londra- Holborn- Bus Station

Il viaggio in metropolitana aveva lasciato Arianna piena di dubbi.
L’apocalisse sarebbe arrivata anche in Inghilterra; non c’era modo di evitarla. La buriana aveva colpito la Cina, si era avvicinata all’Italia e avrebbe proseguito aggredendo tutti gli altri paesi del mondo; nessuno era immune.
Cosa sarebbe accaduto quando la capitale inglese sarebbe stata centrata?


La mobilità pubblic era il fiore all’occhiello della città; negli orari di punta il servizio prevedeva il passaggio di un treno ogni due minuti ed era impossibile aggiungerne altri per favorire il distanziamento: la metropolitana era il luogo ideale per moltiplicare i contagi.

Quindi? L’unica soluzione era la segregazione?
Il telefono stava facendo le bizze, la rete era lenta, ma intravide la soluzione: doveva cambiare solo due bus.
Arianna non era religiosa, ma decise di cominciare a pregare e si rivolse a Dio in persona:
se il bus fosse arrivato vuoto, che per lei significava scarsa possibilità di contagio, avrebbe smesso di bestemmiare. Le sembrava un’ottima operazione commerciale.
Si guardò intorno: poche macchine, poca gente. A qualche metro di distanza c’erano due donne che attendevano.
Arianna pregò più forte sperando che, entrambe, salissero su un bus differente. Quella fermata serviva dodici diverse linee che andavano in altrettante direzioni.
Non poteva essere così sfortunata.
Tre persone che andavano nella stessa zona?
In lontananza scorse il suo autobus, rosso a due piani. Erano già passati dieci minuti e, dopo aver aspettato per mezz’ora alla fermata della metropolitana, non poteva permettersi un’altra lunga attesa. Poi si diede un buffetto sulla fronte.
Come aveva fatto a dimenticarsene?
Al ritorno non poteva prendere il bus perché doveva raccattare la bicicletta all’ingresso della metro.
Poi ricordò che era sconsigliato toccarsi il viso e allora si incazzò.
Come poteva ripulirsi la faccia?
Il trentotto accostò alla fermata; Arianna si accorse che le due donne in attesa si preparavano a salire.
Sfiga!
La porta le si aprì davanti, tirò fuori la Oyster card per pagare la corsa, e salì. L’autista doveva essere paranoico: nonostante fosse protetto dal vetro indossava la mascherina; la prima che vedeva, da quando aveva messo il naso fuori di casa.
La carta non funzionò.
Arianna si perquisì.
Doveva scendere per ricaricarla e perdere altri venti minuti?
Poi si accorse che la carta di debito contactless, con cui poteva pagare, era nella tasca più lontana. Pagò la corsa e tirò un sospiro di sollievo.
Si rilassò e sbirciò all’interno del mezzo.
Perché aveva abbandonato la metro per prendere il bus?

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

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