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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 51


Wednesday, February 24, 2021

cap-51.jpg

(Pic by Pippo Papozzi)

Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il venerdì, il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 51

In California- Nel fondo di un sogno  

Mohamed restò nell’Arroyo per circa un’ora, terrorizzato.
A ogni frinire si drizzava sulle ginocchia e scrutava il panorama intorno fino a quando intravide un puntino che si muoveva lontano.
Ebbe un brivido di paura, il suo viaggio non poteva terminare a pochi metri dal traguardo.
George se l’era cantata e gli stava mandando la polizia di frontiera per ospitarlo nelle capienti prigioni americane e rispedirlo a casa a calci in culo.

Dopo qualche minuto la macchia di colore in lontananza stava assumendo la forma di un’auto; poteva osservarne il muso, le portiere e la testa che guidava la decappottabile.
Perché aveva dubitato del suo amico?
Se li avessero beccati George avrebbe perso la bella macchina sulla quale era seduto, la moglie che lo aspettava dall’altro lato del confine, e la casa che aveva comprato; solo per aiutare lui che era un signor nessuno.
Se il liberiano non si fosse presentato, Mohamed si sarebbe avventurato nel deserto di notte anche a costo di lasciarci la pelle.
George lo salutò con un grosso sorriso e, dopo averlo fatto riaccomodare in auto, gli passò una bottiglia d’acqua.
Insieme ripresero la strada; Mohamed aveva la gola secca, appoggiò le labbra al contenitore di vetro, sentì un sapore dolciastro ma ingollò lunghi sorsi.
- Mi vuoi dare il tappo? Chiese all’amico.
- Non ti preoccupare! Se non hai più sete puoi lanciarla nel deserto; i coyote non si lamenteranno.
Dopo qualche chilometro Mohamed sentì le palpebre pesanti, nonostante avesse trascorso la notte migliore da quando aveva lasciato il Brasile.
Raccolse un po’ d’acqua sulla mano e si lavò la faccia. Si accorse troppo tardi di avere bagnato il sedile e il tappetino dell’auto e si scusò con George, che continuava a ridere.
Sentiva le gambe farsi pesanti e la voce di George che si impastava nelle orecchie, il significato delle parole mescolarsi.
Una ricaduta di dengue?
Provò ad articolare qualche frase ma non riconosceva la propria voce.
Che cosa stava dicendo?
La bottiglia d’acqua luccicava sul sedile. Osservò il cielo che da azzurro si trasformava in giallo, il rombo dell’auto diventare un fastidioso ronzio che aveva trovato alloggio sotto il cranio.
Le mani persero prensilità, la bottiglia gli era sfuggita. George non sarebbe stato contento. Un ultimo sussulto di sensibilità, l’acqua gli bagnò i pantaloni.
Non era in grado di intendere e di volere, sentì la mano di George che cercava di scuoterlo e svegliarlo.
Che cosa stava succedendo?
Stava per morire?
Proprio adesso che ce l’aveva fatta?
Doveva implorare George di portarlo in un ospedale e farlo guarire. Mohamed doveva arrivare in America, non poteva morire sulla frontiera, monumento ai caduti che ci avevano provato.
L’ultimo pensiero fu per l’amico: Mohamed gli stava morendo in macchina, lasciandogli in eredità il proprio cadavere e mille spiegazioni da dare alla polizia.
Voleva chiedergli scusa, ma la lingua gli si era intorpidita, come paralizzata, incapace di pronunciare qualsiasi parola.
Mohamed non voleva procurare fastidi, voleva solo arrivare negli Stati Uniti, mettersi a lavorare e inviare i soldi a casa.
E chiuse gli occhi.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

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