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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 53


Monday, March 1, 2021

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il venerdì, il  sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 53

Il molo

36.3 Nel giro di sette minuti la temperatura è scesa di sei decimi.
Ci muoviamo sul pontile per accedere al battello. Abigail mi precede di un paio di metri. Siamo vestiti come turisti; pantaloncini corti, occhiali da sole, infradito.
Cammino affiancato da sconosciuti, sfioro la loro pelle, la loro sporcizia, i loro microbi, le loro infezioni. Divido l’ossigeno col mio vicino, respiro aria già respirata.

Senza rispettare nessuna regola mi tolgo la mascherina mentre sono a venti centimetri dalla nuca di chi mi precede e ho il fiato sul collo di chi mi segue. Nessuno procede con le braccia larghe, come un derviscio rotante, per tenere la giusta distanza.
Viaggiatore stammi lontano almeno un metro. Io non ti conosco, ma se ti conoscessi, che me ne faccio della conoscenza?
Conoscerci non significa non infettarsi.
Vedo in lontananza Daphne; lei non aveva il morbo ma la sindrome dell’accerchiamento. Aveva creduto di aver contratto il virus e non voleva tenerlo nascosto, doveva comunicarlo a tutti.
È mia amica, ma non voglio parlarle. E lei rimane immobile; la solitudine ci aveva avvicinati e la paura allontanati
La saluto a distanza, non ho voglia di chiederle come sta, dopotutto entrambi stiamo scappando nel momento in cui bisognerebbe farsi coraggio, rimboccarsi le maniche e restare per evitare che le cose degenerino.
Alla fine siamo tutti uguali: un manipolo di persone che, non potendo continuare a mantenere i propri privilegi, scappa a gambe levate.
E quindi chi sono io per giudicare lei?
La salvezza è a portata di mano: Sierra Leone centocinquanta contagiati; Germania, se mi faranno entrare, centocinquantamila.
Una donna con in braccio un bambino perde qualcosa dallo zaino.
Voglio avvicinarmi per darle una mano, ma è rischioso.
Abbassarmi significa sentire il suo odore ed essere a portata di morbo. Rallento il passo, per vedere come si comportano gli altri.
Basterebbe un gesto e raccogliere la busta che le è caduta. Un ragazzo davanti a me si cala, senza la mascherina, e sorride al bambino mentre la madre ringrazia, si rialza, mette in spalla lo zaino e, tenendo il figlio in braccio, prosegue. Per fortuna non è toccato a me scegliere.
Ci sarei riuscito?
Ma qual è la cosa giusta da fare?

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

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