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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 55


Wednesday, March 3, 2021

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il venerdì, il  sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 55

In California- Il dolce suono del risveglio

Mohamed sentì qualcosa di umido passargli sulla faccia, batté le palpebre, ma la luce lo accecò. Aprì lento gli occhi sollevando la mano destra per proteggersi dai raggi del sole.

La lingua del cane gli passò sulla guancia sinistra; lui, rapido, si mise a sedere e spostò il braccio destro dinanzi al volto per proteggersi. Di fianco all’animale un uomo lo osservava e muoveva le labbra senza produrre alcun suono.
Una lieve distorsione, un frastuono sinuoso che si infilava nelle orecchie. Vide il sole stanco, chino sul tramonto, come un bracciante, pronto ad andare a dormire.
Infine il rumore si trasformò in suono e le lettere costruirono parole di senso compiuto.
- Come stai, ragazzo? Tutto bene?
Mohamed non rispose, aveva la lingua inchiodata al palato, avrebbe voluto passarsela sulle labbra secche. Si guardò intorno cercando di ricordare cosa fosse successo.
Il cane saltellava intorno a lui.
Un lampo e alcuni pezzi del mosaico zoppicarono al proprio posto: dove si trovava?
Al di qua o al di là del confine?
- Dove sono?
L’uomo, sulla sessantina, sorrise.
Mohamed credeva e sperava di essere in California, ma non ne aveva la certezza. Si guardò intorno, cento metri avanti o indietro non cambiavano il paesaggio; gli arbusti e gli scarni cespugli di creosoto erano simili, nonostante la nazionalità diversa.
- In California. Rispose il vecchio.
Perdere la memoria era possibile solo al di là della frontiera o di ritorno da Las Vegas, qualche chilometro oltre il deserto.
Mohamed ebbe un brivido di gioia.
Sentiva le gambe formicolare, non era sicuro che sarebbe riuscito ad alzarsi.
Intravide il fucile tra le braccia dell’uomo e osservò il cane, un bastardo di labrador; poco lontano la sagoma di un pick-up.
Era salvo?
Erano amici o nemici?
Dov’era il denaro?
Il Vecchio avrebbe potuto sparargli, prendersi i soldi e nessuno avrebbe saputo quale fosse il nome da incidere sulla tomba.
Avrebbe voluto stringere la mano all’uomo, ringraziare il cane e scappare via. L’uomo gli tese la mano e lo aiutò a rimettersi in piedi.
All’improvviso un altro ricordo: dov’era finito George?
E la sua decapottabile?
Mohamed era svenuto, il Liberiano si era spaventato aveva aperto la portiera, lo aveva lasciato a terra ed era scappato via abbandonandolo nel deserto. Si toccò lo zigomo destro, poi il ginocchio.
Quando si era fatto male?
Dov’era il suo zaino?
A qualche metro c’erano i suoi stracci. Si avvicinò e li raccolse. Il denaro era sparito, controllò due volte, accuratamente.
Forse il Vecchio se lo era intascato prima di svegliarlo. Non poteva essere stato George, l’unico amico che aveva.
Avrebbe voluto schiaffeggiarsi; cinquecento dollari erano una sciocchezza per attraversare la frontiera, e lui ci era cascato come un imbecille.
Il Vecchio osservò Mohamed e prese a parlare.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

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