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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 57


Monday, March 8, 2021

cap-57.jpg

(Pic by Marco Muretti)

Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il venerdì, il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 57

Mia sorella- Londra- Central- Bus

Il capannello di persone sembrava essersi dato convegno nel corridoio dell’autobus, come se fosse il moderno agorà dove discutere di politica e di sport.
Arianna era ferma nello spazio tra le due porte, troppo vicina agli altri.
La soluzione che gli balenò in mente poteva sembrare sciocca: il piano superiore.
Era un rischio, perché avrebbe avuto due incontri ravvicinati prima di raggiungere l’ignoto, ma anche un’opportunità, quella dello spazio libero.

Il cubicolo delle scale poteva essere occupato da un altro passeggero che aveva avuto la sua stessa idea.
Sentì lo scossone del freno e si aggrappò all’apposito sostegno; doveva farsi coraggio.
Quando il bus inchiodò, le porte si aprirono e i passeggeri si mossero di un passo per lasciare spazio ai nuovi arrivati.
Arianna si mosse ma l’uomo di fronte a lei rimase immobile senza mascherina, senza guanti, come se il morbo fosse solo nella testa di chi ascoltava le notizie dall’estero.
Per un attimo i due si trovarono occhi negli occhi e si studiarono.
Arianna abbassò lo sguardo e proseguì trattenendo il respiro.
Di fianco alla porta c’era una anziana censora che si reggeva al carrello della spesa e l’intimoriva, osservandola.
Lei si arrampicò verso il piano superiore.
Mentre il bus chiudeva le porte, si agganciò al corrimano e si pentì di averlo fatto.
Quante mani lo avevano impugnato?
Doveva buttare i guanti?
Stava per appoggiare la mano sulla fronte ma si rese conto che sarebbe stato un errore. Abbandonò il corrimano e si mosse in fretta. Sentì che l’autista stava lasciando il pedale del freno. Lei accelerò il passo, il bus si staccò dal marciapiede e si immerse nel traffico.
Rifletté per un nanosecondo: la manica.
La avvicinò sino quasi a toccarlo e poi prese la decisione finale: i guanti poteva buttarli, il cappotto color senape, no.
Percorse i sette scalini a tutta velocità e si guardò intorno: vuoto come se ci fosse stata la disinfestazione.
Osservò i posti alla ricerca di quello che era stato utilizzato meno e si accomodò.
Pensò di leggere il libro che aveva portato con sé, per passare il tempo. Poi rifletté: aprire lo zaino e infilarci le mani avrebbe significato introdurci i batteri e l’infezione.
E adesso?
Come avrebbe impiegato il tempo?

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

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