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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 62


Tuesday, March 23, 2021

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il venerdì, il  sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 62

In California- Welcome to America

Il Vecchio amava dare la caccia ai conigli selvatici, ma spesso e volentieri si imbatteva in animali più grossi: quasi tutti delle dimensioni di Mohamed.
Questa volta la preda era stata narcotizzata, una settimana prima un vecchio autobus si era sfasciato e i passeggeri, che parlavano solo cinese e arabo, erano stati costretti a correre via per mettersi in salvo.

- Ma che diamine! Se volete venire in America imparate anche un po’ di inglese! Aveva blaterato bonario il Vecchio.
Mohamed smise di ascoltarlo; il suo accento ermetico, della costa occidentale, era difficile da seguire.

Prima di giungere negli Stati Uniti Mohamed si era preparato una lista di desideri per festeggiare il suo arrivo in California: mangiare un hamburger, andare in giro fino a tarda notte sul lungo mare di San Diego, visitare Los Angeles.
Adesso non aveva un soldo: solo una famiglia, dall’altro lato dell’oceano, che attendeva, a bocca aperta, l’arrivo di ricchezze per continuare a sopravvivere; era messo così male da non poterli chiamare per informarli che era arrivato sano e salvo.
Il Vecchio lo invitò a salire sul suo pick-up.
Mohamed impugnò la maniglia della portiera.
Poteva accettare il passaggio del Vecchio e cominciare la sua nuova vita o tornare indietro a cercare George.
Il Liberiano fregava i poveracci, si fingeva loro amico, gli chiedeva degli spiccioli e poi li derubava, abbandonandoli nel deserto.
Mohamed sapeva che se la stava spassando con i suoi soldi, offrendo da bere al prossimo imbecille che si sarebbe fidato di lui.
Poteva riattraversare la frontiera, seguirlo fino a casa, tagliargli la gola e riprendersi quel che era avanzato dei suoi soldi.
Il coyote era a portata di mano, ma se fosse andato a cercarlo si sarebbe ritrovato in Messico.
George era fortunato; ogni volta che aiutava un poveraccio a oltrepassare quella linea immaginaria, firmava un’assicurazione sulla vita; lo derubava, ma lo accompagnava dove promesso.
Rimaneva al caldo, a tessere la sua tela, in attesa che qualcuno ci si infilasse.
Valeva la pena tornare indietro?
Rischiare di finire in una prigione Messicana per riprendersi pochi spiccioli?
Aprì la portiera, prese posto e si sistemò la cintura di sicurezza. Il Vecchio gli porse la mano:
- Io mi chiamo Vincent e sono un prete. Nella mia parrocchia cercheremo di darti una mano. Tu come ti chiami?

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

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