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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 63


Thursday, March 25, 2021

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il venerdì, il  sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 63

Normalmente, mortalmente

- Alex, ma perché non provi a leggere un libro?
- Ci provo, leggo due pagine e poi controllo le notizie, come se l’istinto mi dicesse che hanno re-istituito i voli per il Giappone.
- E poi?
- E poi non è successo nulla. La borsa sale, fa un poco freddo, i numeri del morbo galoppano e io mi annoio.

- Ma non avevi detto che la tua vita sociale era peggiorata dal momento in cui era nata tua figlia?


- Sì, non mi rimangio quello che ho detto. Eppure a oggi non ho sostituto la socialità familiare con quella degli amici. Quando sono tornato dal Giappone, mi sono trovato in segregazione. All’inizio lavoravamo addirittura da casa e non potevo vedere nessuno.
- Sì, ti capisco.
- No, non ancora; quando arriverai in Europa, passerai svariate fasi; io quando sono tornato dal Giappone ero in paranoia. Tutto poteva infettarmi. Pensavo che se avessi preso il virus sarei andato all’ospedale solo come un cane: non avrei mai conosciuto mia figlia, né rivisto i miei genitori, poi però la paranoia si è trasformata in noia.
- Addirittura?
- Sì, perché adesso il problema non è più l’infezione; a Canton ci saranno, forse, quattro casi; indosso la mascherina, ma sto sempre a casa, al massimo incontro un paio di amici al parco… Quando avrai superato l’ostacolo della paranoia e sarà subentrata la noia, molto probabilmente scoprirai anche di essere scampato alla pandemia; ti resterà da scoprire se sopravvivrai alla noia. Però…
- Però cosa?
- Però alla fine ho trovato il modo di distrarmi: ho ripreso a fumare.
- Come? Hai ripreso a fumare?
- Sì, mi rilassa.
- Ma c’avevi messo tre anni per smettere, dopo tutti i problemi che avevi avuto.
- E c’ho messo dieci minuti a ricominciare.
- Ma non ti fa male?
- Certo che fa male, eppure mi dà un senso di pace e di tranquillità. Mi metto sul balcone e mi rilasso. Senza controllare il telefono; osservo il cielo che, tra parentesi, è sgombero dallo smog.
- Ma perché hai ricominciato?
- Mi sta per nascere la seconda figlia a migliaia di chilometri di distanza e già questo mi fa innervosire a dismisura.
- E poi?
- E poi non ho niente da fare tutto il giorno; l’altra sera stavo vedendo un film, e c’era un tizio che stava fumando una sigaretta. Lui sembrava super sereno quando l’ha accesa e quindi mi sono detto, ma perché no?
- E ti sei andato a comprare le sigarette?
- Avevo il vecchio pacchetto, quello che mi sarebbe dovuto servire da monito. L’ho preso in mano ci ho giocato un po’ e ho acceso la sigaretta.
- E poi?
- E poi ho cominciato a tossire come se non ci fosse un domani, perché il tabacco si era completamente asciugato.
- E quindi non hai fumato?
- Ma certo che ho fumato. Ho spento la sigaretta, ho smesso di tossire, prima che quelli del palazzo chiamassero l’emergenza sanitaria e la task force per il contagio, e sono sceso. Sono andato al tabaccaio e ne ho comprato un pacco.
- Ah! Allora hai ripreso alla grande.
- Certo! Una sigaretta mentre tornavo verso casa e la seconda sul balcone.
- Un pacchetto al giorno?
- Non ancora. Ne fumo sette o otto. La prima, salvo casi eccezionali, verso le 5 del pomeriggio, quando finisco di lavorare.
- Guarda che puoi dirmi la verità, io non ti faccio paranoie.
- Mmmm… Sono dieci, allora. Mi sono imposto di non cominciare a fumare di mattina, però ieri mi hanno fatto incazzare a lavoro e ho fumato la prima verso le 11,30.
- Glielo hai detto a Sukiyaki?
- No, certo che no. Non ancora…
- E tua madre lo sa?
- Nemmeno lei lo sa.
- E quando lo farai?
- Non lo farò.
- Fumerai di nascosto? Sul balcone? Fuori di casa? Come facevamo da piccoli, masticando gomme alla menta per distruggere l’alito di tabacco?
- Non ci ho ancora pensato. Però pensavo di smettere, prima che Sukiyaki arrivasse.
- E come fai? L’ultima volta ci hai messo tre anni.
- E questa volta ci metterò tre giorni.
- Ma sei convinto?
- Certo che sono convinto. Anzi, sai che ti dico? Da domani comincio un programma per la riduzione del danno.
- Ok. Quante sigarette?
- Domani? Facciamo tre?
- Tre? Sei sicuro?
- Meglio cinque, allora?

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

2 Responses to “A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 63”


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