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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 64


Tuesday, April 6, 2021

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(Pic by Marco Muretti)

Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il venerdì, il sabato e la domenica).

SVOLGIMENTO. IL VIAGGIO, MIO MALGRADO

Capitolo 64

Mia sorella- Londra- Hounslow East- L’ufficio

Arianna era scesa alla fermata giusta e, seguendo la mappa, aveva vagato per le strade semi deserte, simili alle scenografie di qualche film della Hammer.
Il viaggio era durato troppo rispetto alle previsioni: non aveva potuto leggere o controllare le notizie, quindi si era soffermata a osservare il panorama: case basse, villette, ciliegi, castagni, foglie che splendevano, fiori che sbocciavano e uccelli che cinguettavano armoniosi nelle strade deserte.
La primavera a Londra aveva mai avuto colori così intensi?

Giunta dinanzi alla sede dell’ufficio aveva inspirato, cosciente che avrebbe dovuto trattenere il respiro per non contrarre il morbo, ed era entrata nel vestibolo che le avevano indicato.
Una voce meccanica la indirizzò lungo i corridoi vuoti.
Arianna si fermò dinanzi a un computer e rispose alle domande senza vedere il suo interlocutore: ripeté il suo nome e la sua data di nascita e ribadì di non avere la febbre e non avere incontrato nessuno con i sintomi del morbo.
Sorrise sotto la sciarpa: a Londra i privati si erano premuniti prima delle aziende pubbliche.
La voce chiese ad Arianna di procedere lungo lo stretto corridoio, dove le venne misurata la temperatura. Espletate le formalità la voce meccanica lesse i passi più importanti del contratto e, quando lei annuì, glielo mostrarono sullo schermo.
Arianna sentì una leggera forma d’ansia crescergli tra la bocca dello stomaco e il diaframma, voleva firmare e rientrare a casa.
Di fianco allo schermo c’era una penna elettronica inserita in una bustina di plastica sigillata. La aprì e appose la sua firma sullo schermo.
A quattro passi di distanza fu depositato il suo computer; le informazioni per poterlo attivare le sarebbero state comunicate via email.
Le luci al neon del corridoio acciaio-argenteo le davano la nausea; l’angoscia era cresciuta, voleva fuggire, il respiro divenne pesante e frenetico. Il sudore si era ispessito sotto la bandana, aveva bisogno di togliersela e riprendere a respirare normalmente. Si sforzò di resistere.
Arianna afferrò il computer, lo infilò nello zaino e proseguì nel corridoio.
La porta si aprì e lei espirò tutta l’anidride carbonica che aveva in corpo. Si fermò per un attimo e appoggiò il palmo delle mani sulle ginocchia: era esausta. Una goccia di sudore le scivolò da dietro l’orecchio sul collo.
Si sarebbe voluta sdraiare sull’asfalto, osservare il cielo e riprendere fiato.
Non aveva tempo; doveva rientrare a casa e decidere se seguire lo stesso tragitto, provare a prendere la metropolitana o investire una fetta consistente del suo primo stipendio della nuova azienda con un costoso taxi.
Poi le balenò un’idea in mente e tirò fuori il telefono. Intorno a lei non c’era nessuno, non correva rischi d’infezione e cominciò a scavare nella rete.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

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