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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 82


Wednesday, May 12, 2021

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il venerdì, il  sabato e la domenica).

CONCLUSIONE. APPRODO ALLA DERIVA

CAPITOLO 82

Mia sorella- Londra- Stoke Newington- Strada

La strada era deserta.
Arianna si era liberata dalle cinture che le impedivano di respirare e con calma si muoveva verso casa.
Sarebbe arrivata, avrebbe chiuso la porta dietro di sé e si sarebbe spogliata. Avrebbe chiesto ai figli e al marito di nascondersi all’interno di una delle stanze da letto, si sarebbe rifugiata sotto i rivoli della doccia e avrebbe lanciato gli abiti nella vasca.
Poi sarebbe tornata sui suoi passi e avrebbe cancellato ogni traccia del suo contatto con l’esterno: lucidando i muri, le porte, le maniglie e i pavimenti.
Decontaminazione completa.

Solo a operazione conclusa avrebbe abbracciato i propri figli e si sarebbe rilassata.
La sua famiglia all’interno e il morbo fuori, per la strada, a mietere vittime.
Non aveva bisogno di disinfettare la bicicletta, era necessario non toccarla. I batteri sarebbero morti in poche ore.
Per sua sfortuna non c’era alcun modo di scoprire se avesse contratto il morbo. L’accesso al test era complicatissimo, e il servizio sanitario nazionale per evitare di intasare il pronto soccorso preferiva lasciar crepare gli infermi, soli e senza assistenza, a casa propria.
Vide l’edificio dietro l’angolo. Mancavano pochi metri. Si sentiva bene, come se la passeggiata le avesse migliorato l’umore.
Poi sentì qualcosa salire dal fondo dei polmoni. Un intruso che lento si arrampicava lungo la sua gola.
Non poteva.
Non poteva essere.
Non poteva essere lei.
Starnutì.
Si fermò in mezzo alla strada e bestemmiò di nuovo. Non era stata abbastanza attenta. Doveva essere colpa di Cassidy, l’americano, che l’aveva sorretta.
Starnutì di nuovo, prese un fazzoletto, si soffiò il naso e lo buttò nel cestino. Non poteva essere il morbo, doveva trattarsi dei pollini che volavano nell’aria. Poi si ricordò qualcosa.
E se fosse stato quel francese, quell’Alex?
Non veniva dalla Cina, lui?
Si fece coraggio e oltrepassò il basso cancelletto, scese le scale e appoggiò la bici sotto alla finestra. I due figli la osservavano felici dall’interno. Lei aprì la porta e, prima ancora di poter chiedere al marito di spostarsi nell’altra stanza, la figlia più piccola corse verso di lei e le abbracciò le gambe.
- Mamma! Che bello, sei tornata!
Tutto il piano era naufragato, adesso bisognava decontaminare anche la bambina.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma
  • Cap 81

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