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A PIEDI NUDI TRA LE MANGROVIE- IN VIAGGIO DURANTE IL COVID-Capitolo 85


Thursday, May 20, 2021

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Questa è la storia di cinque persone che saranno costrette a viaggiare, o non potranno farlo, nel periodo del Covid 19. Tutte le storie qui raccontate sono tendenzialmente vere, ma probabilemente false, o viceversa; a voi la scelta.

Un capitolo al giorno (escluso il venerdì, il  sabato e la domenica).

CONCLUSIONE. APPRODO ALLA DERIVA

CAPITOLO 85

In Louisiana- Le attenzioni dell’attesa

Mohamed capì che il momento del rimpatrio si avvicinava; lo sentì nell’aria, come quando si avvicina la pioggia. Le telefonate di Pam si erano rarefatte, non era riuscita a stare dietro a tutti gli spostamenti, ma non si era dimenticata di lui.
Cassidy glielo aveva ripetuto, appena rientrato dalla vacanza in Inghilterra, tra un colpo di tosse e l’altro: qualsiasi cosa accada, verrai rimpatriato, nemmeno tuo figlio ti trattiene qui.
Quando gli regalarono un compagno di cella, ebbe la certezza che il rimpatrio era dietro l’angolo.

Mohamed non si era accorto del nuovo arrivato; aveva deciso di appellarsi alla Corte Suprema e spendeva tutto il suo tempo in biblioteca, studiando le norme giuridiche che lo riguardavano; voleva scoprire se la deportazione e l’essere stato allontanato da suo figlio fossero una lesione dei diritti umani, contrari alla costituzione americana.
Quando quella sera fu costretto a rientrare in cella, trovò il nuovo coinquilino seduto sulla brandina di fronte alla sua, con la mano tesa, per presentarsi.
All’inizio pensò che si trattasse di uno spione per tenerlo sotto controllo; nella stanza del centro di permanenza temporanea di New Orleans, Mohamed non aveva diritto alla privacy. Nella sua scheda c’era scritto autolesionismo: occhi umani e elettronici erano fissi sulla sua persona; non poteva andare in bagno senza che fosse seguito.
Invece Prince era originario di Trinidad and Tobago viveva negli Stati Uniti da ventiquattro anni, possedeva una casa nel Wisconsin e, stando alle sue parole, in banca aveva depositato duecento quarantatré mila dollari, ma dopo aver ricevuto il foglio di via non era stato autorizzato a effettuare prelievi.
A Washington i suoi amici repubblicani, democratici e verdi stavano manifestando in suo favore.
La lettera inviata da sua moglie al governatore non avrebbe avuto seguito: era un fiero sostenitore delle nuove politiche di deportazione del proprio paese.
Prince aveva paura, non era un cittadino della Sierra Leone e non parlava il creolo, ma era lì che lo stavano trasferendo, senza aver chiesto la sua opinione.
Mohamed abbassò lo sguardo, non era giusto che entrambi fossero deportati, ma ciò che stava accadendo non aveva nulla a che fare con la giustizia.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Riassunto delle puntate precedenti

  • Loriano e Abigail lavorano in Sierra Leone e, a causa del morbo, cercano di rientrare in Europa
  • Mohamed è un cittadino della Sierra Leone emigrato negli Usa che sogna di rimanere da quelle parti.
  • Alex lavora al consolato di Canton e vuole riabbracciare sua moglie che, a causa del morbo, è bloccata in Giappone.
  • A Londra Arianna, la sorella di Loriano, deve recarsi nel nuovo ufficio per recuperare il computer aziendale.
  • La mamma di Loriano è a casa, in Italia e interpreta la verità, sul mondo, grazie al suo telefono.

Loriano & Abigail   Mohamed   Alex  Arianna   Mamma

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