Thursday, July 15, 2010

Sono seduto davanti al computer. Fermo. Immobile. Vorrei scrivere. Qualcosa di bello. Qualcosa di semplice. Qualcosa di importante. Ma nei meandri del mio cervello non c’è nemmeno lo straccio di un’idea. Oddio!
Ho il timore di avere preso quella malattia. Il blocco dello scrittore. Ma come fa ad essermi venuto se io non sono nemmeno uno scrittore? Fisso vari oggetti nella stanza. Ma non mi viene voglia di descriverne nessuno. La descrizione in genere mi stimola quando non so cosa scrivere. Una bella descrizione di qualcosa che è già stata descritta mille volte da qualcun altro cercando di usare un punto di vista inusuale. (more…)
Sunday, May 9, 2010

Un particolare. Quell’impercettibile caratteristica che rende magica la persona che amiamo. Che la rende degna di tutto il nostro rispetto e la nostra considerazione. Era esattamente questo ciò che stavo pensando quella sera, un particolare. Mi chiedevo ancora quale fosse il mistero legato a quella donna, per la quale avevo rinunciato alla mia libertà, alla mia vita. Era, per carità, una donna meravigliosa, ma (more…)
Wednesday, April 28, 2010

Destra o sinistra?
L’usuale dilemma. Ma non era un problema politico quello che si affacciava nel cervello di Franca Flemma. Era una scelta direzionale. Andare da un lato o dall’altro. Il sole era alto. Il cielo era azzurro. Alcuni palazzi svettano in cielo e proiettavano la loro ombra sulla strada. (more…)
Wednesday, April 7, 2010

Vivendo di valigie si ripulisce spesso il loro contenuto, i libri si rovinano, le foto ingialliscono, le vite si dimenticano e ogni spostamento crea uno spazio nuovo, un inizio eterno, almeno fino a quando riesci a vivere di posti di passaggio, di punto a capo, del sempre in movimento, di questa energia apparentemente rinnovabile, spinta dalla fuga alla condizione umana. (more…)
Saturday, March 20, 2010

Il cielo è di Napoli. Le strade anche. Le macchina parcheggiate ai lati della strada hanno targhe che riportano le iniziali del capoluogo campano. Il ristorante invece no. E’ un ristorante greco. Ma noi ovviamente mangiamo per strada. Pita giros, senza tzaztiki, ma con tanto yogurt. Nel centro di Napoli. La luna si specchia nella città sottostante. Che l’ osserva. Fa l’amore con lei. Io indosso il cappotto nero. (more…)
Friday, February 5, 2010

Come al solito mi innamoravo sempre. Di qualsiasi donna avessi mai incontrato nella mia vita. Anche quelle con cui trascorrevo un paio d’ore. Anche della più stupida. Mi capitava. E mi capita ancora. Cosa ci posso fare? Niente. Ma nel momento dell’amplesso, mi piace mormorare quelle semplici parole. Quelle due parole che non hanno senso se prese singolarmente. Ma che in quell’attimo, in quell’attimo strano ed eccezionale vale la pena di mormorare. Da sussurrare nell’orecchio. Con dolcezza. Mentre lei mi accarezza. O mentre lei stringe le lenzuola. In genere sorridevano. O apprezzavano. Le più dure erano quelle che invece di accettarlo si zittivano improvvisamente e chiedevano conto di quella frase che mormoravo. Forse più per far contento me stesso. Per darmi delle illusioni e dare un significato alle parole: fare l’amore.
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Monday, November 16, 2009
Il concerto era già cominciato quando la coppia varcò l’enorme cancello di ferro della villa. I due si tenevano per mano. Li accolse un tappeto di note, un jazz frizzante proveniente dal cuore dei musicisti. La band si esibiva su un palco di legno all’interno di un grande spiazzo affollato da tavolini imbanditi. Il vino rosso inorgogliva i palati dei presenti ed un piacevole brusio amalgamava l’atmosfera. La musica, calda come gli strumenti dai quali fluiva fuori, deliziava l’udito degli astanti. Il sassofonista, un uomo basso e rubicondo, indossava una vistosa camicia rossa sotto l’abito blu e sulla testa un basco dello stesso colore del vestito. Mentre suonava muoveva il suo corpo come se volesse rincorrere le note ovattate, seguendo una danza ondulatoria, frenetica. (more…)
Thursday, September 3, 2009

Birra. Birra. Whiskey. Birra. Birra. Birra. Gin. Birra. Birra. Birra. Birra. Vodka. Birra. Birra. Birra. Tequila. Birra. Birra. Birra. Rum. Birra. Birra. Birra. Sambuca. Birra. Birra. Birra. (more…)
Monday, June 29, 2009

CAPITOLO PRIMO QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO (PARTE TERZA)
“La vostra signoria, dovrà celebrare domani il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondelli, giusto?”, chiese tagliente Griso.
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Thursday, June 25, 2009

Era vero quello che stavo vedendo? Avevo la gola totalmente riarsa. Il whisky non mi aiutava affatto con la sete e con il caldo non riusciva a sbronzarmi. Lo sudavo immediatamente fuori. Probabilmente stavo accelerando il processo di disidratazione, ma non potevo fare altrimenti. La stanchezza aumentava ad ogni passo. Eppure sapevo che avrei potuto farcela. Avevo visto mille volte il buono, il brutto ed il cattivo.
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Tuesday, March 10, 2009

L’autobus era sempre qualcosa di molto pericoloso. Lo ritenevo un mostro, un animale senziente capace di avere sentimenti. Forse poteva addirittura leggere il pensiero. E sapeva che io non lo amavo. Ma dovevo servirmi di lui per i miei spostamenti. Giovani audaci pensavano di domare questi mezzi giocando con la nostra vita come se si trattasse di noccioline. (more…)
Thursday, January 22, 2009

Sono in metropolitana. Come tutti i giorni. Dal lunedi al venerdi. 19 fermate per un totale di 57 minuti e 42 secondi. Non ci si sbaglia. Ma la mia giornata non comincia assolutamente nel momento in cui metto piede su quella metropolitana. E’ gia’ cominciata molto prima. Almeno 33 minuti prima. Uscendo di casa con dieci gradi sotto lo zero. Indosso: un paio di mutande perfect for man, 3 paia di calze (calzette fetide di spugna-varie marche tutte ampiamente sottoprezzate), anfibi militari neri di una sottomarca qualsiasi. Calzamaglia prodotta e fabbricata in Cina, una Jingui. Jeans a zampa di elefante Wrangler. Una t-shirt dei Ramones prodotta da chi sa chi, e al di sopra, di quella seconda pelle, una serie di tre maglioni. Il primo abbastanza alla moda e sottile con una strisca grigia sul petto. Il secondo e’ un maglione a collo alto, ma cosi’ alto che il collo finisce di chiudersi grazie ad una cerniera a livello delle orecchie. Non so se anche questo secondo sia di lana, ma e’ di un materiale molto spesso. Al di sopra di questi due maglioni una terza giacca di lana. Di questi tre maglioni non ho memoria di marche. Li avevo comprati in qualche mercatino italiano o cinese, non ricordo piu’ bene. Cappotto, cappello e guanti North Face. (more…)