Finalmente il trailer.
Se siete curiosi di sapere cosa è successo 3 anni fa.
Se avete bisogno di più informazioni riguardo al nostro viaggio dateci un’occhiata
Finalmente il trailer.
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Se avete bisogno di più informazioni riguardo al nostro viaggio dateci un’occhiata
“Ma quindi parli cinese?”, mi chiede il tassista.
Lo guardo. Ha un bel faccione. Tondo e grosso.
“Un pochino”, rispondo educatamente.
Gli ho solamente chiesto di poter fumare una sigaretta. Lui ha annuito. Mi ha detto di fare come credevo. Ed io la stavo fumando, bene attento a non sporcargli il taxi con della cenere volante. (more…)
Il xiaomaibu aveva la solita porta a vetri. In esposizione i soliti beni primari e secondari. Sigarette, birra, grappa cinese, spaghetti liofilizzati, bevande analcoliche, accendini. Un brontolio dell’ intestino mi dice che devo fare presto. (more…)
Era la mia prima missione. E pagavano bene. Veramente bene. Io in quanto sinologo ero un mercenario, ma nemmeno dei più abili. Masticavo una sigaretta dietro l’altra per sminuire la tensione. Ce l’avrei fatta? No ne ero sicuro. Mi tremavano le gambe. Avevo le mie armi nello zaino ma non potevo usarle. Ma le portavo dietro lo stesso, e le stringevo. Forti. Speravo che potessero darmi la forza di agire anche attraverso quel ruvido strato. (more…)
Faceva freddo quella sera. Noi avevamo i nostri elmetti calati in testa. Il freddo entrava fin dentro le ossa, le strizzava per bene e poi riusciva Per fare la stessa cosa con il mio collega. Quello che si trovava di fianco a me. Quella vitaccia non faceva per me. E nemmeno per molti dei miei colleghi. (more…)
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Alle volte capita di fare scelte che si riveleranno sbagliate.Ma in fondo siamo umani. E gli uomini, che non sono divinità sbagliano. Io spesso più degli altri. Ma questo, come al solito, mi tange poco. Da quando ero diventato cuoco internazionale credevo di stare facendo un buon lavoro. Sbattendomi e cercando di procurarmi tutti gli ingredienti necessari per avere una buona cucina italiana. Ma c’era un problema. Non avevo calcolato una cosa. (more…)
Finalmente il giorno arrivò. Un lavoro adesso ce l’ho. Ce lo dovrei avere, almeno così mi sembra. Ma poichè sono indecisionista meglio rimanere nel dubbio. E così, in preda ad uno stato febbrile e di eccitazione, dopo numerose e numerevoli visite, mi accingetti al primo giorno. (more…)
Il telefono squillava. Ma questa volta non era il mio cellulare. No. Era il telefono di casa. Corsi chedendomi che potesse essere a quell’ora. Il sole era già sorto, ma doveva essere presto molto presto. Il quadrante del telefon fisso segnava le 8. Chi diavolo poteva essere a quell’ora? Il mio primo moto fu di preoccupazione. Cupa, lunga e costante preoccupazione. Con la mano tremebonda mi avvicinai alla cornetta, di colore rosso pompeiano slavato. Il numero in sovraimpressione sul display mi comunicava che la chiamata proveniva dall’Italia. Stavo morendo di paura. (more…)
Stavo ancora dormendo quando il cellulare squillò. Risposi con la voce assonata e poco interessata. Da come il sole splendeva nella mia stanza, dovevano essere ancora le dieci.
“Pronto?”
“Pronto Lucio?”
“Si?”
(more…)