Il cielo è di Napoli. Le strade anche. Le macchina parcheggiate ai lati della strada hanno targhe che riportano le iniziali del capoluogo campano. Il ristorante invece no. E’ un ristorante greco. Ma noi ovviamente mangiamo per strada. Pita giros, senza tzaztiki, ma con tanto yogurt. Nel centro di Napoli. La luna si specchia nella città sottostante. Che l’ osserva. Fa l’amore con lei. Io indosso il cappotto nero. (more…)
"Sogni segni e sintomi" Category
PER UN’ORA D’AMORE
Friday, February 5, 2010
Come al solito mi innamoravo sempre. Di qualsiasi donna avessi mai incontrato nella mia vita. Anche quelle con cui trascorrevo un paio d’ore. Anche della più stupida. Mi capitava. E mi capita ancora. Cosa ci posso fare? Niente. Ma nel momento dell’amplesso, mi piace mormorare quelle semplici parole. Quelle due parole che non hanno senso se prese singolarmente. Ma che in quell’attimo, in quell’attimo strano ed eccezionale vale la pena di mormorare. Da sussurrare nell’orecchio. Con dolcezza. Mentre lei mi accarezza. O mentre lei stringe le lenzuola. In genere sorridevano. O apprezzavano. Le più dure erano quelle che invece di accettarlo si zittivano improvvisamente e chiedevano conto di quella frase che mormoravo. Forse più per far contento me stesso. Per darmi delle illusioni e dare un significato alle parole: fare l’amore.
IL MAMBO DEGLI ARDITI
Thursday, September 3, 2009
Birra. Birra. Whiskey. Birra. Birra. Birra. Gin. Birra. Birra. Birra. Birra. Vodka. Birra. Birra. Birra. Tequila. Birra. Birra. Birra. Rum. Birra. Birra. Birra. Sambuca. Birra. Birra. Birra. (more…)
BEAUTIFUL DREAM (Parte seconda)
Monday, June 29, 2009
CAPITOLO PRIMO QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO (PARTE TERZA)
“La vostra signoria, dovrà celebrare domani il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondelli, giusto?”, chiese tagliente Griso.
BEAUTIFUL DREAM (Parte prima)
Thursday, June 25, 2009
Era vero quello che stavo vedendo? Avevo la gola totalmente riarsa. Il whisky non mi aiutava affatto con la sete e con il caldo non riusciva a sbronzarmi. Lo sudavo immediatamente fuori. Probabilmente stavo accelerando il processo di disidratazione, ma non potevo fare altrimenti. La stanchezza aumentava ad ogni passo. Eppure sapevo che avrei potuto farcela. Avevo visto mille volte il buono, il brutto ed il cattivo.
OGGI NON C’E’ NIENTE DA DIRE
Sunday, January 11, 2009
Oggi non c’è proprio niente da dire. Nulla da descrivere e raccontare. Solo storie normali, nulla di eclatante. Nessuna esplosione, nessun attentato. Fa un po’ freddo. Un giorno in cui non accadrà nulla. Un giorno che verrà ricordato per qualche ricorrenza minore, per un mal di denti di qualche figlio. Per il fallimento di una piccola società, per il suicidio di qualche signor nessuno. Esco con il cane. Mia figlia ne ha voluto uno ed io son costretto mattina e sera ad uscire per portarlo a pisciare. Cosa non si farebbe per amore. Ho immaginato mille volte di pensare a questa evenienza come inizio per una nuova storia da scrivere. (more…)
LOST IN THE SUPERMARKET
Saturday, January 3, 2009
Dopo averla osservata a lungo, iniziò ad avvicinarsi a lei attratto come da una calamita.
Era verde, così verde da abbagliare e da sembrare finta. Risplendeva nella sua cassetta, appoggiata sopra le altre sue simili. Come una regina, in cima, come sulla sommità di una piramide dominava le altre di fianco al prezzo. Franchino afferrò quella mela, quasi come se un impulso primordiale e cerebrale lo spingesse a compiere quel gesto. Non riusciva a fermarsi. Doveva possedere quella mela verde. (more…)
IL GORILLA
Wednesday, November 12, 2008
Ce ne sono molti di sogni strani, totalmente impossibili. C’è quello in cui vai in un locale dove è vietato l’uso dei sandali di paglia, e quello in cui i cani sono in piedi e gli uomini ti ringhiano dietro accoccolati a 4 zampe.
Il mio li batte tutti. Il problema è che non l’ho sognato una sola volta. Lo sogno di continuo. E’ il mio sogno ricorrente. Se credessi che i nipotini di Freud potessero darmi dei consigli glielo sarei gia’ andato a raccontare e sarei guarito. Ma per dirla come gli americani, non mi fido degli strizzacervelli, e allora ho sempre evitato di andarci. E mi sono tenuto dentro il tutto. Forse anche perche’ il sogno ricorrente ormai mi fa ridere. (more…)
IL MIO AGENTE LETTERARIO
Sunday, September 21, 2008
Il mio agente letterario era in ritardo come al solito. E come al solito avrebbe dovuto provare a vendere qualcuno dei miei scritti. Io ero fuori dall’Italia. E non potevo interessarmene direttamente. Già questa cosa rendeva gli editori molto scettici. Pensavano di trovarsi a che fare con un tipo molto snob. Ovviamente non avevo ancora pubblicato nulla. Tutti gli editor in chief e redattori e lettori di proposte mi avevano sempre detto, tramite il mio agente, che non scrivevo male. (more…)
IL FASCINO DISCRETO DELL’ANSIA
Friday, September 19, 2008
Mi accendo una sigaretta. E’ quasi tutto pronto. Appoggio il pacco di sigarette sul tavolo. Ah mi devo ricordare di portarmi il cd di Julio Iglesias. Appoggio la sigaretta nel posacenere. Le mutande le ho prese. Le calze le ho prese. Anche i pantaloni. Le ciabatte? No quelle le devo lasciare a quel cacacazzo di Lucio. Gliel’ho promesso. Il fumo della sigaretta sale lento in cielo. (more…)
L’ IMBROGLIONE
Saturday, April 26, 2008
Ci eravamo fermati sotto un costone roccioso. L’unico anfratto ombroso nel raggio di miglia e miglia. L’indiano, stava pensando a sistemare i cavalli e i muli. Io dopo essermi asciugato la fronte cercai di disinfestare le rocce dalla presenza di serpenti e scorpioni. Ovviamente ero ridicolo, e fu lui a farlo al mio posto. L’unica cosa che dovevo fare era sedermi lì e lasciar fare tutto a lui. Così feci infatti. E ripresi a riguardare quella eccezzionale scoperta. Me la ripassavo tra le mani ancora incredulo, senza riuscire a dire e a fare null’altro se non guardarli. Non sarei riuscito a contarli. Io non sapevo contare. Ma di una cosa ero certo. (more…)
DUEL
Wednesday, March 12, 2008
Buio. Nero. Scuro. Oscuro. Immobile. Fermo. Sporco. Schifoso. Squallido. Fetente. A me ha sempre fatto schifo la sporcizia. Non so da quanto tempo sono qui dentro. Non posso muovermi. Mi sento come quando mi facevano delle punture, e non potevo scappare, dovevo rimanere lì ferma e immobile magari urlando, ma senza fare nulla. Da una finestra chiusa, vedo entrare un bagliore. Forse potrebbe essere giorno, o solamente un lampione che si allunga solitariamente nella notte. Un lampione che si sforza di mandarmi un segnale. Il mondo lì fuori continua ad andare avanti, anche se io non posso farvi parte immobilizzata al buio in questa stanza. (more…)