-Che cazzo fai? cominci dalla sinistra quando ti infili i pantaloni?
-Eh? Si perché? (more…)
di Andrea Borgia
Come promesso, sull’ultimo post pubblicato dal sottoscritto, questa volta, tralasciamo la settima arte , per dedicarci alla nona, ovvero al fumetto . Prima opera che vorrei proporvi, è la graphic novel britannica, V for Vendetta, di Alan Moore e David Lloyd, rispettivamente autore e disegnatore di questo indiscusso capolavoro su carta. L’articolo, parte con un introduzione che spiega brevemente la genesi, quasi casuale, di questo toccante racconto disegnato.
Di seguito una brevissima intervista a Mr. Lloyd, approfondisce alcune tematiche affrontate dalla sovversiva trama dell’opera. La breve chiacchierata con il maestro inglese, è avvenuta tre anni fa, durante il Comicon 2006 di Napoli, in occasione dell’anteprima nazionale della versione cinematografica del fumetto, diretta da James McTeigue e prodotta dai fratelli Wachowski (quelli di Matrix, per intenderci), sinceramente niente a che vedere con l’opera a cui si ispira, tanto che Moore ha preferito non apparire nei credits del film.
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Il secondo volantino. Quello che noi abbiamo appeso in modalita’ poster nelle nostre stanze. Distribuito a Kunming, Dali e Lijiang. Ringraziamo Fabio “Cicci” per il supporto morale e fisico. Noi non abbiamo ricambiato con quello economico. Ma si sa gli Smegma Riot sono sempre un po’ cosi’… “magari un po’ perplessi, su treni fuori orario, scendendo scale mobili…”
L’amplificatore dei Tribal Moons. Una bella monnezza.
Tattica, strategia, abnegazione, forza. L’artista al lavoro. Se solo sapesse usare la chitarra.
Il corridoio della sala prove. Ex-bordello.
Ecco la sala prove in tutto il suo splendore. Con un cameo di Demon Jon. E della batteria di Madu. La batteria con cui abbiamo registrato il nostro secondo mini-album
di Andrea Borgia
POSTO UNICO: Focus sui generi cinematografici.
Quando, mesi fa, sorseggiando due Peroni ghiacciate, sotto il sole cocente di Manfredonia, Lucio, mi propose di partecipare al blog, ne rimasi entusiasta. Per un po’, ho pensato a come poter contribuire a questo coinvolgente progetto creativo; essendo un appassionato di cinema, ho considerato, che una serie di articoli, che potessero incuriosire il lettore, nel recuperare vecchie pellicole, fosse la “chiave” giusta per un buon inizio. Nasce così, POSTO UNICO, una rubrica a cadenza periodica, che attraverso dei focus sui generi della settima arte, senza grosse pretese, contribuisce, ad ampliare i vostri orizzonti cinematografici. (more…)
Ma sara’ la cosa giusta?
La reunion della band e’ una cosa giusta?
Non lo so! Dubbi. indecisioni. ripensamenti. Cosa fare o non fare non lo so. Le zuppe riscaldate, raramente sono buone. Anzi alle volte disgustose. (more…)
Il concerto era già cominciato quando la coppia varcò l’enorme cancello di ferro della villa. I due si tenevano per mano. Li accolse un tappeto di note, un jazz frizzante proveniente dal cuore dei musicisti. La band si esibiva su un palco di legno all’interno di un grande spiazzo affollato da tavolini imbanditi. Il vino rosso inorgogliva i palati dei presenti ed un piacevole brusio amalgamava l’atmosfera. La musica, calda come gli strumenti dai quali fluiva fuori, deliziava l’udito degli astanti. Il sassofonista, un uomo basso e rubicondo, indossava una vistosa camicia rossa sotto l’abito blu e sulla testa un basco dello stesso colore del vestito. Mentre suonava muoveva il suo corpo come se volesse rincorrere le note ovattate, seguendo una danza ondulatoria, frenetica. (more…)
Lucio e’ un coglione come pochi altri. Venera gli orologi ma non conosce il tempo. Pretende la perfezione ma e’ un superficiale. Si crede un tuttologo, ma ne conosce poche. Vorrebbe essere un letterato, ma in realta’ e’ un ignorante. Ed anche a sproposito esprime la sua opinione. (more…)
Papozzi era seduto nella sala prove. Infradito e piedi neri. Pantalone della tuta nero. Maglietta sdrucita. La sala prove era sporca. Con bottiglie e lattine di birra dappertutto. Cavi che si aggrovigliavano. Microfoni rotti. Bacchette spezzate. Corde abbandonate. Tutto al di sopra della moquette rossa. (more…)